Il Mistero dei “Pietrificatori” Italiani (Parte – 1 – Girolamo Segato)

Requiem Italiano ovvero il Mistero del “Pietrificatori”

di Andrea Romanazzi

L’arte di conservare i corpi ha sempre accompagnato l’essere umano. Dalle mummie andine alle teste Maori, dai riti funebri degli antichi Egizi alle mummie di torbiera nord europee, fino alle scolature italiane dei putridarium presenti in genere nelle cripte delle chiese, l’uomo ha sempre manifestato un interesse verso la sconfitta, almeno materiale, della morte. La mummificazione e le tecniche di conservazione, dunque, sono una tradizione trasversale alle varie culture,  declinate in vari modi in base alle tradizioni e alle condizioni climatiche di ogni paese. Tra Settecento ed Ottocento si sviluppò in Italia una ricerca pseudo-scientifica davvero unica, quella della conservazione del corpo umano attraverso tecniche assolutamente innovative che, come era tipico di quel periodo, si sviluppavano a cavallo tra medicina ed alchimia. Medici, scienziati, artisti, naturalisti, questi “pietrificatori” si sono portati purtroppo i loro segreti nella tomba creando la suggestione romantica della “formula segreta” e del novello Frankenstein che ne custodisce gelosamente la divulgazione. Questo articolo vuole riportare alla memoria i protagonisti di un breve periodo scientifico italiano.

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Monopoli (Bari): Tra culti e Mummificazioni

di Andrea Romanazzi

Pronti ad un altro “fuoriporta” barese? Oggi visitiamo Monopoli, bellissimo borgo della Puglia, secondo alcuni studiosi fondato dai Messapi, un’antica popolazione illirica o egeo-anatolica giunti intorno al IX secolo a.C. e stanziatasi tra la Murgia meridionale e al Salento.

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La pratica magica italiana e i Santi-Taumaturghi

di Andrea Romanazzi

La stregoneria popolare italiana è sempre stata influenzata dalla religione dominante sul territorio.  Non ci dobbiamo così stupire se la maggior parte degli scongiuri che incontreremo nel corso della trattazione hanno come soggetti i numerosi santi cristiani. In realtà, questi sono stati snaturati dal loro contesto religioso e resi tanto più vicini alle antiche divinità pagane mai debellate dalla credenza popolare. È questo il tessuto del magismo italiano: antichi rituali magici intrisi di elementi cristiani.

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Curiosità di Bari: il pane di Triggiano e Carbonara

di Andrea Romanazzi

L’arte dei panificati nel territorio è davvero antichissima. E’ nel Neolitico che sul territorio inizia a diffondersi l’attività cerealicola in particolare la coltivazione del frumento, del farro e dell’orzo. Sono del 7000 a.C. i primi ritrovamenti di impasti di grano macinato e acqua che poi veniva cotto direttamente su pietre roventi come testimoniato da numerosi reperti archeologici. La panificazione è una tradizione millenaria, come testimonia il “pane di Altamura” oggi noto in tutto il mondo. Non è però l’unico nell’area. Nella provincia di Bari famoso era anche il pane di Triggiano e di Carbonara.

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Rituali Agrari in Basilicata: Il Contemaggio e la “Verde Oliva” negli stornelli popolari

di Andrea Romanazzi

Questo approfondimento segue quelli già pubblicati legati al culto arboreo e del “Maggio” lucano. Chi è il Conte “Maggio”?

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La Tradizione del “Maggio” e le divinità vegetazionali in Basilicata

di Andrea Romanazzi

Un Elemento che permea l’intero substrato della cultura e delle tradizioni popolari d’Europa è la presenza dello spirito arboreo, espressione successiva di divinità pagane presente ancora oggi in quella cultura “subalterna” contadina e mai dimenticata. Tra le sue numerose manifestazioni questi si presenta ancora oggi tra le pieghe di un rito molto antico, la festa del Maggio, espressione popolare di una figura che, nell’evoluzione della religione, dall’Animismo al Cristianesimo, ancora resiste alle spire del tempo e alla successione delle religioni. Varie sono le ipotesi sull’origine etimologica del nome “Maggio”, per alcuni studiosi esso scaturisce da una antica dea della fecondità, Maja. In questo periodo, infatti si tenevano delle feste, chiamate Majume, durante le quali si compivano riti orgiastici e, proprio a causa del loro carattere di deboscia, proibite dall’Imperatore Costantino. Questi rituali, però, compiuti nel bacino del Mediterraneo da tempo immemore e connessi alla fertilità, non erano facili da sradicare e così con una operazione sincretica il Cristianesimo sostituì alle feste di Majume la “giornata delle rose”.

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Milano e il culto dei Magi

di Andrea Romanazzi

Nel nostro viaggio nelle tradizioni e nei miti milanesi non si può non soffermarsi su tre misteriose figure i cui ricordi ancora oggi sono presenti nella antica chiesa di Sant’Eustorgio: i re Magi.  La leggenda narra che i resti mortali dei tre sovrani furono recuperati in India da Sant’Elena e  poi portati a Costantinopoli da dove poi, nel 1034, furono trasportate a Milano  e depositate proprio nella chiesa di Sant’Eustorgio ancora oggi luogo di pellegrinaggio.

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Antico Almanacco: La domenica delle Palme

La festività delle “Palme” si festeggia la domenica che precede la Pasqua. In questo giorno si ricorda il trionfale Ingresso a Gerusalemme di Gesù, in sella a un asino e osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma. In ricordo di questo evento la liturgia della Domenica prevede la benedizione dei rami di ulivo o di palma che sono portati dai fedeli e che poi saranno scambiati tra le famiglie.In alcune regioni, si usa che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.

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