Sant’Antonio Abate e il nume sacro: antichi rituali pagani nelle tradizioni popolari del Sud Italia

Come i rami e le gemme crescono e sbocciano su ruvidi e secolari tronchi, così spesso capita che aspetti di una nuova religione attecchiscano su  vetusti legni di passate credenze, assorbendone usi e tradizioni. Nel Cristianesimo, religione fortemente intrisa di elementi pagani, pur nel suo opporsi a tali pratiche, tale consuetudine è fortemente presente. Esempio potrebbe essere Sant’Antonio, l’abate anacoreta su cui si sono accumulate e stratificate antiche credenze e remoti rituali in questo modo poi assorbiti dalla mistica figura attraverso un’operazione di sincretismo religioso. Miste ad immagini fortemente cristiane, però, ecco che e feste stagionali rimangono ancora oggi il più evidente ricordo dell’ancestrale culto pagano delle campagne.
Non c’è un santo più fortemente radicato nella tradizione popolare e tra le genti contadine come il Santo Anacoreta. La festività del santo si svolge normalmente in occasione della data della sua morte tra il 16 e il 17 Gennaio, e presenta, in tutti i luoghi, elementi comuni come i falò, le tradizioni alimentari, la benedizioni degli animali e l’uccisione del porco rituale.

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Stregoneria Tradizionale Italiana e le sue figure regionali

A cura di Marco Angelo Fasciana

Spesso sulla Stregoneria ci sono poche informazioni e la maggior parte delle volte molto confuse.   Il termine “Stregoneria”:  deriva da strix, che in greco associamo a “strillo” o “stridere” e identifica anche una serie di uccelli notturni, gli strigiformi (chiamati cosi perché strillano nella notte). Immaginiamo la figura della Strega come una donna che usciva nelle ore notturne, di nascosto,                  per riunirsi ad altre in brughiere appartate, ed eseguivano delle pratiche: una di questa era   lo spogliarsi dei vestiti attorno ad un fuoco, simboleggiando quindi la ritrovata “libertà” che  di giorno non avevano per sentirsi più libere in un momento storico oppressivo come il Medioevo. Nella Stregoneria, sebbene esaltino le vicende femminili, abbiamo richiami che non era appannaggio esclusivamente delle donne ma, anzi, anche gli uomini potevano essere additati come Stregoni e quindi individui che partecipavano ai medesimi ritrovi e praticavano sortilegi.

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I racconti dell’Epifania: Befanì e la “Capa” del Turco

di Andrea Romanazzi

Abbiamo già raccontato come la città di Bari fu, per molti anni, sede di un emirato arabo  Con la caduta, però, del regno mussulmano non terminarono le scorrerie saracene, come testimoniano alcune leggende tutte baresi. Visto anche il periodo, prossimo al Natale e all’Epifania, mettetevi comodi, vi racconteremo una “storia del caminetto”, quella di di Morte Befanì.

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Il Mito dei Re Magi tra Storia e Leggenda

di Andrea Romanazzi

La storia dei re Maghi e’ un racconto che nasce molto lontano , in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, narra di  stelle annunciatrici di una miracolosa nascita e di tre mitici sovrani che si misero in cammino per venerare il nuovo salvatore.

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I Simboli del Soltizio di Inverno (ALBAN ATHAN): Il Vischio e la Befana

di Andrea Romanazzi

Sempre legato alla tradizione natalizia e arborea è il mistico vischio, considerato una pianta magica per la sua origine: non spunta dal terreno ma, nascendo sui tronchi dei meli, delle querce e dei pioppi, sembra nascere dal cielo , inoltre le sue bacche si sviluppano in nove mesi proprio come il feto umano e si raggruppano in numero di tre, numero da sempre sacro in tantissime culture.

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I Simboli del Solstizio di Inverno (ALBAN ARTHAN): Il Ceppo Natalizio

di Andrea Romanazzi

Da tempo immemorabile  i contadini di tutta Europa usavano accendere falò, i cosi detti fuochi di gioia , non è neanche raro che in questi fuochi si ardessero fantocci o si fingesse ardere una persona viva. Lo vedremo nel proseguo. In particolare era con il solstizio d’inverno che iniziava l’usanza accender falò perchè l’uomo primitivo in corrispondenza di quei giorni in cui il calore del sole e la sua luce iniziava a diminuire, quasi come per magia “simpatica”, accendeva fuochi in terra quasi per riportare il calore e la luce tra gli uomini.

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