Il mito della nascita e lo spirito arboreo: Dalla genesi divina al matrimonio vegetazionale

di Andrea Romanazzi

Uno dei più grandi misteri sui quali l’uomo si è interrogato è la “nascita”. Il De Gubernatis, mostrando una incredibile lungimiranza sui costumi della nuova generazione, nel 1800 scriveva

“…La prima e l’ultima curiosità dell’uomo è quella di sapere in che modo egli venga al mondo, e dov’egli vada quando ne esce. Questa curiosità non potrà mai venire intieramente soddisfatta; ma la scienza popolare ha trovato alcune risposte che parvero sufficienti ai fanciulli di una volta, non oserei dire che bastino più agli odierni fanciulli, i quali nascono, come si dice, con gli occhi aperti…” Ancora oggi, quando un bambino chiede da dove egli nasca, spesso si ricorre alla spiegazione “vegetale”

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La Masca il Mascone: La Tradizione Sciamanica Piemontese

di Marco Angelo Fasciana

La Tradizione Italiana varia da Regione a Regione e include figure femminili e anche maschili ma in questa sede passiamo ad analizzare l’ambito culturale della tradizione piemontese, le adepte al culto stregonesco vengono denominate con l’appellativo di Masca. La controparte maschile dello Stregone viene identificata come Mascone, o Mascoùn nel dialetto piemontese.

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Il pane di Altamura, rito collettivo

di Andrea Romanazzi

La città di Altamura, nasce come nucleo urbano attorno al VIII secolo quando, secondo gli storici, contava tre o più nuclei di capanne con una popolazione che forse superava i 100 abitanti.  Non vi sono documenti storici che indichino con sicurezza il nome originario della città di Altamura prima dell’anno 1000. Nei secoli passati si sono tramandate informazioni fuorvianti che attribuivano ad Altamura gli antichi nomi di Petilia e Altilia. In particolare, quest’ultimo nome è legato ad una leggenda locale che vorrebbe la città fondata dalla regina dei Mirmidoni Altea.

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Il Mistero dei “Pietrificatori” Italiani (Parte – 3 – tra Torino e Salò)

Giuseppe Paravicini il pietrificatore dei “pazzi”

Su per giù nello stesso periodo giunse alle cronache il lavoro di Giuseppe Paravicini. Nato a Torino il 10 luglio 1871 si laureò in medicina il 3 luglio 1900 a Pavia. Lavorò come medico presso l’istituto di Anatomia Patologica del manicomio di Mombello dove prima ricoprì la carica di anatomista, e successivamente ne divenne direttore amministrativo.

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L’Aldilà Celtico: La Reincarnazione presso i Celti e le sue contraddizioni

di Andrea Romanazzi

La cultura celtica affascina da sempre per i suoi molteplici aspetti spesso poco noti a causa delle scarse fonti attribuibili, tra l’altro, esclusivamente a studiosi latini. Tra le tante sfaccettature, in questo articolo si vuole approfondire il tema dell’aldilà celtico, dell’immortalità dell’anima e della reincarnazione.

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Antico Almanacco Barese

di Andrea Romanazzi

Ogni comunità presenta un suo almanacco calendariale che, con il suo succedersi dei cerimoniali per l’intero ciclo dell’anno, sottolineano i momenti critici annuali con comportamenti rituali attraverso i quali si garantisce la possibilità di controllo sulle forze indomabili della natura e del destino. Ancora oggi, durante le feste principali, si manifestano contenuti arcaici di ritualità agraria o apotropaica per quanto riplasmare della Chiesa Cattolica, oggi legati alla religione principale ma che prima rientravano nel mondo dell’anno agrario e scandivano i momenti culminanti del ciclo dell’anno.

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Il Mistero dei “Pietrificatori” Italiani (Parte – 2 – Elfisio Marini e Paolo Gorini)

Elfisio Marini e la conservazione “reversibile”

Gli studi di Segato non furono mai abbandonati e continuarono ad interessare la comunità scientifica. Nel 1838 il veronese Giovanni Battista Messedaglia ricevette la menzione d’onore da parte del Regio Istituto Lombardo Veneto di Scienze, per la solidificazione di alcune parti anatomiche.

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Il Mistero dei “Pietrificatori” Italiani (Parte – 1 – Girolamo Segato)

Requiem Italiano ovvero il Mistero del “Pietrificatori”

di Andrea Romanazzi

L’arte di conservare i corpi ha sempre accompagnato l’essere umano. Dalle mummie andine alle teste Maori, dai riti funebri degli antichi Egizi alle mummie di torbiera nord europee, fino alle scolature italiane dei putridarium presenti in genere nelle cripte delle chiese, l’uomo ha sempre manifestato un interesse verso la sconfitta, almeno materiale, della morte. La mummificazione e le tecniche di conservazione, dunque, sono una tradizione trasversale alle varie culture,  declinate in vari modi in base alle tradizioni e alle condizioni climatiche di ogni paese. Tra Settecento ed Ottocento si sviluppò in Italia una ricerca pseudo-scientifica davvero unica, quella della conservazione del corpo umano attraverso tecniche assolutamente innovative che, come era tipico di quel periodo, si sviluppavano a cavallo tra medicina ed alchimia. Medici, scienziati, artisti, naturalisti, questi “pietrificatori” si sono portati purtroppo i loro segreti nella tomba creando la suggestione romantica della “formula segreta” e del novello Frankenstein che ne custodisce gelosamente la divulgazione. Questo articolo vuole riportare alla memoria i protagonisti di un breve periodo scientifico italiano.

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