Le Donni di Fuora e la stregoneria Siciliana

di Alessia Giuliana

Le Donni di fuora, dette pure Donni di locu, Dunnuzzi di locu (Sambuca), Donni di notti (Galtanissetta, Francofonte), Donni di casa (Nicosia), Donni, Dunzeui, Signurij Belli Signuri, Patruni di casa (Contea di Modica), Patrimi d’u locu, Diu Vaccrisci, sono considerate in Sicilia esseri soprannaturali, un po’ streghe, un po’ fate, senza potersi discernere in che veramente differiscano dalle une e dalle altre.

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Culti Agrari e Rituali di Fertilità Analisi comparata di alcune tradizioni popolari friulane e del folklore lucano

di Andrea Romanazzi

In molte tradizioni contadine italiane, seppur geograficamente lontane tra loro, troviamo alcuni temi comuni che sembrerebbero legare indissolubilmente il mondo agrario ad antiche tradizioni pagane. La continua associazione tra microcosmo contadino e il tema della morte sembrerebbe sottolineare una stretta unione tra questi due aspetti, basti pensare ai rituali legati al pianto funebre e al cordoglio nelle tradizioni agricole. Importante particolare è poi la fase oniroide dei rituali che è sempre presente nella cultura subalterna contadina. Potrebbe essere questa la chiave esplicativa della tradizione successiva dei Benandanti friulani che dovevano assicurare la “morte” delle streghe per assicurare la rinascita dei campi, o della fascinazione lucana.

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I Simboli del Soltizio di Inverno (ALBAN ATHAN): Il Vischio e la Befana

di Andrea Romanazzi

Sempre legato alla tradizione natalizia e arborea è il mistico vischio, considerato una pianta magica per la sua origine: non spunta dal terreno ma, nascendo sui tronchi dei meli, delle querce e dei pioppi, sembra nascere dal cielo , inoltre le sue bacche si sviluppano in nove mesi proprio come il feto umano e si raggruppano in numero di tre, numero da sempre sacro in tantissime culture.

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I Simboli del Solstizio di Inverno (ALBAN ARTHAN): Il Ceppo Natalizio

di Andrea Romanazzi

Da tempo immemorabile  i contadini di tutta Europa usavano accendere falò, i cosi detti fuochi di gioia , non è neanche raro che in questi fuochi si ardessero fantocci o si fingesse ardere una persona viva. Lo vedremo nel proseguo. In particolare era con il solstizio d’inverno che iniziava l’usanza accender falò perchè l’uomo primitivo in corrispondenza di quei giorni in cui il calore del sole e la sua luce iniziava a diminuire, quasi come per magia “simpatica”, accendeva fuochi in terra quasi per riportare il calore e la luce tra gli uomini.

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Il Tarantismo e le Tarantolate: fenomeno sciamanico italiano

di Andrea Romanazzi

Le feste stagionali contadine sono ancora oggi il più evidente ricordo degli ancestrali culti agro-pastorali da sempre praticati dall’uomo antico, rituali di un mondo, il pagus, in cui la vita era scandita dal susseguirsi del giorno e della notte, dall’apparizione di un frutto o dallo sbocciare di un fiore, dal lussureggiare di un ramo o dalla foglia cadente oramai ingiallita. È in questo mondo che affonda le proprie radici il Tarantismo, fenomeno ancora attuale e che ben si inserisce nel quadro di quelli che possiamo definire “riti di possessione” tipici di culti e religioni Sciamaniche e Animiste.

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Il culto dei Defunti e la ritualistica Magico-Popolare

di Andrea Romanazzi

Il culto dei morti è da sempre elemento fondamentale di tutte le culture sacre subalterne popolari ed eccezionalmente presente in molti aspetti folkloristici attuali. Questa ricerca sull’antropologia del lutto, partendo dall’esame di una tradizione popolare lucana, quella del lamento funebre, presente però anche in altre località italiane, ha lo scopo di individuare un archetipo comune al rituale funebre del cordoglio e alle sue varie manifestazioni, dal lamento funebre al tipico pasto del “consolo”.

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