L’Avvento: Curiosità, Tradizioni e Credenze

di Andrea Romanazzi

Il periodo delle festività riconducibili al “Natale” è legato ad un corpus di credenze, tradizioni magico-popolari, folkloriche e religiose nate moltissimi secoli prima della venuta del Cristo, quando l’uomo, immerso nell’immanenza della Natura, guardava stranito i suoi prodigi. L’Antico sapeva bene che tutto è dominato da cicli, in un eterno susseguirsi di buio e luce, vita e morte che, come eterna spirale, assicurano la continuità umana. Il questa visione ciclica, importanti diventano le scansioni temporali durante le quali l’uomo, con una serie di rituali basati sul concetto della magia simpatica, ovvero sull’idea del “simile che produce il simile”, tenta di ingraziarsi la divinità o la natura per cercare di ridestarla dal suo torpore e così assicurarsi prosperità e fecondità.

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Cryptozoologia abruzzese: Il Drago di Atessa

di Nicoletta Camilla Travaglini

Il Drago di Atessa

La cittadina di Atessa, situata nella bassa valle del fiume Sangro, su due colline da cui si può ammirare il mare Adriatico e la Montagna della Maiella, circondata da ampie coltivazioni agricole, è una delle zone più fertili e belle del territorio teatino.

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I misteri di Roccascalegna

Di Nicoletta Camilla Travaglini

Roccascalegna è un ridente paesino dell’Abruzzo essa è: “Adagiato lungo le pendici di un colle, ai piedi della “Grande Madre”, la Majella, tra i fiumi Sangro e Aventino, sorge il borgo medioevale di Roccascalegna. Spicca, dominando in tutta la sua maestosità, immerso tra boschi di macchia mediterranea, uliveti e querce, la ieratica sagoma di un magnifico castello costruito su uno sperone di roccia calcarea Tra le tante leggende che aleggiano intorno alla fondazione del borgo, la più famosa di queste racconta che i cittadini di Amnium, città romana fondata intorno al 300 a.C. vicino al fiume Sangro, per sottrarsi alle continue incursioni di pirati e banditi, si trasferirono verso l’interno dando vita a diversi villaggi, tra cui Roccascalegna.

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Criptozoologia Marina: Il mostro-isola e il Kraken (PARTE I)

di Andrea Romanazzi

Criptozoologia Marina

Da sempre l’uomo ha cercato nella natura e in tutto ciò che lo circonda l’incontro con il “mostruoso” in quella sua accezione arcaica derivante da monere, ovvero “straordinario”, “incredibile”, “fantastico. Ovviamente la sua ricerca non poteva non toccare il mare, nella fantasia popolare abitato da esseri terrificanti e favolosi. La superficie acquatica occupa il 97% del nostro pianeta ancora oggi in gran parte sconosciuta nelle sue profonditàe dunque perfettacandidata per miti e leggende. Sirene, basilischi, kraken e serpenti di mare sono solo alcuni dei mostri che hanno popolato l’iconografia e i racconti medievali da Vincenzo De Beuvatiis ad Alberto Magno. I racconti di sfortunati viaggiatori, poi, hanno contribuito alla diffusione di credenze su esseri marini fantastici che entreranno così nell’immaginario collettivo e andranno a creare i famosi bestiari. Oggi chi si occupa dello studio di tali creature è definito criptozoologo, erede di quellozoologo belga Bernard Heuvelmans, definito il “padre della criptozoologia”. Questo articolo vuole presentare alcune delle più mostruose creature degli abissi, e riflettere sull’esistenza di quelle ancora oggi avvolte nel mistero.

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I sacri oggetti devozionali di san Domenico di Cocullo

di Andrea Romanazzi

Da sempre l’uomo ha utilizzato nella sua pratica magico-religiosa amuleti e talismani. Essi sono documentati sin dall’età del ferro ed esistono anche numerose rappresentazioni iconiche e letterarie in ambiente cristiano. Sono l’espressione di quella magia semplice e popolare che impiega, come strumenti di difesa, oggetti che, per loro forma, struttura o materia, arricchiti talvolta da formule magiche, ricordano od esprimono un potere divino. Da sempre la protezione delle persone, ma anche di beni materiali e quindi delle proprietà già eventi naturali, catastrofici e metereologici è stata una importante esigenza dell’uomo antico proprio per questo l’arte magica è la stregoneria popolare non poteva esimersi dal cercare di comandare, o almeno attenuare i danni che la natura poteva portare l’uomo. Questo il motivo per la realizzazione di amuleti atti a impedire o ad allontanare la manifestazione di particolari fenomeni naturali e a proteggere persone, cose o animali. In questo approfondimento ci focalizzaremo su un amuleto molto particolare: la Medaglietta di san Domenico festeggiato a Cocullo.

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Curiosità di Bari: La chiesa ortodossa e i culti d’Oriente

di Andrea Romanazzi

Bari è certamente una città “ponte” tra Oriente ed Occidente come simboleggiato dal santo patrono Nicola. Proprio per questo, molte sono le chiese di rito ortodosso presenti. Approfondiamo il tema.

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Il Gatto tra Magia e Folklore (Parte 5: Il mondo moderno)

di Andrea Romanazzi

Il Gatto nel Far West

Dalla vecchia Europa all’America dunque. Si narra che nel 1793 Alexander MacKenzie, noto esploratore britannico, e i suoi compagni raggiunsero Bella Coola sulla costa della British Columbia, in Canada. Gli autoctoni, vedendoli piuttosto pallidi diedero loro il nome di q’umsciwa, ovvero “visi pallidi”. Ebbene, non è un caso se oggi localmente si chiamano i gatti con il soprannome di q’umsciwaalhh, che significa più o meno “la cosa che è arrivata con il q’umsciwa“. 

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Tradizioni di Puglia: L’antica usanza della “Strenna”

di Andrea Romanazzi

Una tradizione tipica di questo giorno è una modifica, tutta barese, nella scena presepiale. Gesù in fasce nella grotta viene sostituito dal Bambino della Strenna, un “Gesù di Praga” ormai grandicello, di tradizione bizantina. Approfondiamo questa curiosa tradizione.

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Viaggio tra i Musei delle Streghe: Il Museo di Peio (Trentino)

di Andrea Romanazzi

Il Museo delle Streghe di Peio, in Trentino, è un museo etnografico dedicato alla magia e stregoneria popolare. È il museo più piccolo della regione (35 mq), ed è sito a Pejo in Via XXIV Maggio, in un cortile interno. Raccoglie circa 400 reperti di provenienza trentina e veneta, italiana e internazionale: rappresentazioni, libri, amuleti, oggetti del quotidiano, con etichette e i pannelli illustrativi che permettono di orientarsi e avere informazioni specifiche su ogni reperto.

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Orsara di Puglia: Dalla processione dei morti a “dolcetto o scherzetto”

di Andrea Romanazzi

Dal XI secolo moltissimi sono i racconti popolari e i testi letterari che parlano dell’apparizione di una strana processione di defunti. Lungo le buie vie che conducevano le contadine del sud nei campi da lavoro, capitava loro spesso di vedere una chiesa aperta e illuminata e all’interno anime dannate che allontanano subito le viandante o le comunicano un messaggio per il mondo dei vivi.

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