di Andrea Romanazzi

I Vangeli Apocrifi e il Contesto Antico

Nel panorama del cristianesimo antico, accanto ai vangeli canonici del Nuovo Testamento, esistono numerosi testi apocrifi che offrono una prospettiva alternativa sulla vita e gli insegnamenti di Gesù Cristo. Questi vangeli apocrifi, spesso scoperti in tempi moderni, sono oggetto di grande interesse per gli studiosi e offrono un’ulteriore comprensione delle varie correnti di pensiero e delle interpretazioni presenti all’epoca. I vangeli apocrifi sono considerati importanti per la comprensione del contesto storico e teologico in cui il cristianesimo si è sviluppato.

Essi rappresentano una varietà di tradizioni, credenze e interpretazioni che si sono manifestate all’interno della comunità cristiana primitiva. Molti di questi testi riflettono il pensiero gnostico, una prospettiva filosofica e religiosa che metteva l’accento sulla conoscenza spirituale e sulla liberazione dalla realtà materiale.

La datazione di tali scritti è un compito complesso e sfidante per gli studiosi. Molti di essi sono stati composti in un periodo che va dal I al IV secolo d.C. Tuttavia, alcune parti dei testi possono risalire anche a periodi precedenti. Possiamo qui proporre un elenco non esaustivo dei più conosciuti:

  1. Vangelo di Tommaso:
    • Data di scoperta: Ritrovamenti nel 1945 a Nag Hammadi, Egitto.
    • Contenuto: Una raccolta di 114 detti attribuiti a Gesù, spesso espressi in forma di enigmi o aforismi.
  2. Vangelo di Maria Maddalena:
    • Data di scoperta: Ritrovamenti nel 1896 a Akhmim, Egitto.
    • Contenuto: Presenta dialoghi tra Gesù e Maria Maddalena, con un focus sulla sua relazione speciale con lui.
  3. Vangelo di Giuda:
    • Data di scoperta: Ritrovamenti nel 1970 presso il deserto di Al Minya, Egitto. Pubblicato nel 2006.
    • Contenuto: Una narrazione alternativa del ruolo di Giuda Iscariota, presentandolo come uno strumento necessario nell’adempimento del piano divino.
  4. Vangelo degli Egiziani:
    • Data di scoperta: Citato da Clemente Alessandrino nel II secolo.
    • Contenuto: Una raccolta di detti e insegnamenti attribuiti a Gesù, con un’enfasi sulla conoscenza segreta e la liberazione spirituale.
  5. Vangelo di Pietro:
    • Data di scoperta: Ritrovamenti nel 1886 a Akhmim, Egitto.
    • Contenuto: Descrive la passione, morte e risurrezione di Gesù dal punto di vista di Pietro, con alcune differenze rispetto ai vangeli canonici.
  6. Vangelo di Filippo:
    • Data di scoperta: Ritrovamenti nel 1945 a Nag Hammadi, Egitto.
    • Contenuto: Contiene insegnamenti sulla conoscenza segreta, la sessualità sacra e la relazione tra Gesù e Maria Maddalena.
  7. Vangelo di Giacomo (Protoevangelo di Giacomo):
    • Data di scoperta: Citato da Origene nel III secolo, ma la sua composizione potrebbe risalire al II secolo.
    • Contenuto: Narra la vita di Maria, la madre di Gesù, prima della nascita di Gesù stesso, con un’enfasi sulla sua verginità e sulla sua sacralità.

Il Vangelo di Tommaso e la Sua Gnosi Segreta

Il Vangelo di Tommaso differisce dai vangeli canonici nel suo stile e nella sua teologia. Mentre i vangeli canonici narrano la vita, la morte e la risurrezione di Gesù, il Vangelo di Tommaso si concentra principalmente sugli insegnamenti di Gesù. Alcuni studiosi lo considerano una collezione di detti autentici di Gesù, mentre altri lo vedono come una composizione gnostica successiva che ha utilizzato tradizioni evangeliche. Si ritiene che sia stato composto nel I o II secolo d.C. e, sebbene non sia riconosciuto come un vangelo canonico dalla maggior parte delle tradizioni cristiane, suscita interesse per gli studiosi e gli appassionati di spiritualità. Il testo è formato da una serie di brevi aforismi o insegnamenti di Gesù, presentati come risposte alle domande poste dai suoi discepoli, in particolare da Tommaso. Questi detti riguardano argomenti come la conoscenza spirituale, l’illuminazione interiore e la natura del Regno di Dio.

Tra i detti più importanti del “Vangelo di Tommaso” ci sono:

  1. Se i vostri capi vi dicono: “Ecco, il Regno è in cielo”, gli uccelli del cielo vi precederanno. Se vi dicono: “È nel mare”, allora i pesci vi precederanno. Ma il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi.“”: Questo detto sottolinea l’idea che il Regno di Dio non è un luogo fisico esterno, ma una realtà interiore da scoprire e realizzare attraverso la conoscenza spirituale.
  2. “Conoscete voi stessi e conoscerete il tutto, perché in voi c’è il tutto e il tutto è in voi.“”: Questo detto mette in evidenza l’importanza della conoscenza di sé come via per comprendere l’intera realtà e la connessione con il divino.
  3. “Gesù vide dei bambini che stavano allattando. Disse ai suoi discepoli: “Questi bambini che allattano sono come coloro che entrano nel Regno.””: Questo detto sottolinea l’importanza dell’innocenza e della semplicità nel cammino spirituale. I bambini rappresentano l’apertura e la fiducia, qualità essenziali per entrare nel Regno di Dio.
  4. Fatevi trasformati e non abbiate paura.” Questo aforisma sottolinea la necessità di una trasformazione interiore e invita a superare la paura che limita la crescita spirituale.
  5. Chi trova la sua interpretazione di queste parole non sperimenterà la morte.” Questa frase suggerisce che la comprensione profonda dei detti di Gesù porta a una conoscenza che trascende la morte e conduce alla vita eterna.
  6. Siate passanti.” Questo aforisma invita a non attaccarsi alle cose materiali e a non identificarsi con il mondo materiale, ma a vivere come viaggiatori sulla via spirituale.
  7. Io sono la luce che è su di tutti loro. Io sono tutto: da me è uscito tutto e verso di me tutto si è esteso. Dividete un pezzo di legno: io sono lì. Sollevate la pietra e lì mi troverete.“” Questo detto di Gesù esprime l’idea che la sua presenza e il suo essere sono diffusi in tutto ciò che esiste. Egli afferma di essere la luce che illumina tutto e che la sua essenza pervade ogni cosa. Questo significa che la connessione con Dio non è limitata a luoghi di culto o ad esperienze religiose specifiche, ma è presente in ogni parte del mondo.

Il Vangelo di Giuda e la Riscoperta del Tradimento

Il Vangelo di Giuda è uno dei vangeli apocrifi scoperti nel 1970 e pubblicato per la prima volta nel 2006. Questo vangelo è stato oggetto di grande interesse e discussione tra gli studiosi delle scienze religiose.

Il Vangelo di Giuda è un testo gnostico che porta il nome di Giuda Iscariota, l’apostolo che tradì Gesù secondo i vangeli canonici. Esso presenta una prospettiva alternativa sulla figura di Giuda e sulla sua relazione con Gesù.

Secondo il Vangelo di Giuda, Giuda non è un traditore, ma viene dipinto come il discepolo più vicino a Gesù, colui che è stato scelto per compiere il ruolo di consegnare Gesù alle autorità. Il testo sostiene che il tradimento di Giuda era in realtà un’azione compiuta su richiesta di Gesù stesso, al fine di liberare l’anima di Gesù dalla prigionia nel corpo terreno. Inoltre, secondo il Vangelo di Giuda, il Dio del Vecchio Testamento, chiamato anche il Demiurgo, è considerato un dio inferiore e imperfetto. Pur essendo coinvolto nella creazione e nella gestione del mondo, è limitato e non rappresenta la vera divinità, è un dio geloso, vendicativo e ingiusto, che richiede obbedienza cieca e che condanna l’umanità alla sofferenza e all’ignoranza. In contrasto con questa visione del Dio del Vecchio Testamento, il Vangelo di Giuda propone l’esistenza di un Dio superiore, sconosciuto e distante da questo mondo materiale. Quanto detto solleva importanti questioni teologiche e filosofiche riguardo alla natura di Dio e al rapporto tra il Dio del Vecchio Testamento e il Dio rivelato da Gesù. È una delle caratteristiche distintive del Vangelo di Giuda e contribuisce alla sua unicità rispetto ai vangeli canonici. In aggiunta, secondo questo Giuda non è un traditore, ma viene dipinto come il discepolo più vicino a Gesù, colui che è stato scelto per compiere il ruolo di consegnare Gesù alle autorità al fine di liberare l’anima di Gesù dalla prigionia nel corpo terreno.

Il Vangelo si fa donna

Il “Vangelo di Maria Maddalena”, che è un testo apocrifo non incluso nel canone ufficiale della Bibbia. Questo testo è stato scoperto negli anni ’40 del XX secolo a Nag Hammadi, in Egitto, insieme ad altri testi gnostici. Questo vangelo presenta una prospettiva unica sulla figura di Maria Maddalena e il suo ruolo nel contesto del ministero di Gesù. Nel testo vengono affrontati vari temi spirituali. Questi dialoghi includono insegnamenti sulla natura del mondo, la redenzione e la salvezza delle anime. In questo scritto inoltre Maddalena viene indicata non sono in grado di comprendere completamente gli insegnamenti di Gesù, ma colei che ha ricevuto la conoscenza diretta da Gesù stesso.

Dal Vangelo di Maria Maddalena, anche se frammentario, emergono alcune frasi significative.

  1. Egli diceva loro: ‘Ovunque vi troviate, recatevi in un’assemblea di apostoli, poiché io sono con voi per sempre.’” – Questa frase sottolinea l’importanza dell’unione e dell’assemblea degli apostoli come una comunità spirituale continua.
  2. Rallegratevi sempre eccessivamente.” – Questa frase suggerisce un’attitudine gioiosa e festante come risposta alla presenza di Cristo.
  3. La materia ha bisogno di essere salvata da ciò che la tiene in schiavitù.” – Questa frase riflette la visione gnostica della materia come intrinsecamente corrotta o prigioniera, richiedendo la sua salvezza attraverso la conoscenza spirituale.
  4. La sapienza che deriva dalla conoscenza ti libererà dalla tua ignoranza.” – Questa frase sottolinea l’importanza della conoscenza spirituale (gnosis) come mezzo di liberazione dall’ignoranza e dall’oscurità.
  5. Ovunque sia una mente illuminata, vi è una lampada del regno.” – Questa frase indica che la presenza di una mente illuminata o consapevole è un segno del regno spirituale.

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