di Syruk Druid

Questo breve contributo vuole proporre alcuni suggerimenti per ritualizzare l’Equinozio di Autunno, chiamato nella tradizione neo druidica alla quale mi rifaccio Alban Elfed, festeggiato il 21 Settembre.

La Ruota dell’Anno si sta chiudendo, la Luce sta lasciando il passo al Buio e questo giorno ne è l’equilibrio perfetto. E’ l’inizio dell’indebolimento della Divinità che sta per riposarsi prima della nuova rinascita. E’ il momento in cui iniziare a mettere da parte ciò che si è raccolto in attesa della novella rinascita. La festività è dunque un tempo di riflessione e contemplazione su quanto avvenuto durante l’Anno.

Altare e Tavolo di lavoro

Il centrum dell’attività è l’Altare. In molte tradizioni gli altari sono fondamentalmente tre, lo stesso numero dei mondi conosciuti. Il primo, immancabile, è dedicato agli Antenati, i custodi e guardiani del villaggio, della comunità, della famiglia, quasi sempre legati al mondo di Sotto. Esso rappresenta le radici, il legame con le persone a noi care ed importanti. In molte tradizioni esso è rafforzato dall’utilizzo di vere ossa di defunti che ne aumenterebbero il potere. E’ davvero importante onorare gli Antenati, e dunque sull’altare del Praticante non può mancare, qualunque sia il suo culto di riferimento, un’area a loro dedicata dove porre offerte: candele, dolci, vino, oggetti a loro cari mentre erano in vita. E’ il cuore dell’altare, un luogo dove andare a parlare, a riferire problemi e chiedere consigli, dove esprimere la propria felicità. D’altro canto l’Altare degli Antenati diviene per loro una sorta di “oasi” nel mondo materico, e conseguentemente qui devono trovare tutte le comodità possibili, cibo, bevande, giochi, ricordi. Parleremo successivamente in maniera più dettagliata dell’Altare, sta di fatto che questa tradizione, che vuole un piccolo altare in ogni casa e presente ancora oggi anche nelle case moderne dove un piccolo luogo è sempre legato alle “foto dei defunti”.

Quindi c’è l’altare del “lavoro”, ovvero dedicato agli Spiriti in quel momento utilizzati e/o richiamati, e dunque collegato al mondo di Mezzo. Infine l’Altare per le Divinità e degli Spiriti Guida, per Dei venerati. In realtà questi tre altari spesso si fondono tra loro, almeno gli ultimi due. Una cosa importante è capire che quando si realizza un altare non si fa altro che creare un varco, un’apertura verso il mondo degli Spiriti. L’altare è dunque una porta di comunicazione, ma anche una sorta di “batteria” che accumula energia in funzione del lavoro che viene svolto con lo stesso e degli “oggetti di potere” in esso riposti.

L’altare può essere davvero molto semplice: un panno, un tappeto, un poncho, sul quale sono poste pietre, cristalli, piume, ed più in generale oggetti di potere. Gli oggetti possono avere anche un riferimento agli Elementi. In alcune tradizioni sono presenti feticci, ovvero “domus” degli Spiriti che poi danno il potere allo Sciamano. Essendo l’altare un piccolo microcosmo è anche importante equilibrare le Energie. A sinistra normalmente si pongono tutti gli oggetti che proteggono dal male e consentono di rimandarlo indietro per liberare chi ne è contagiato. A destra vengono posti gli oggetti che invece portano ed apportano benessere ed energie.

Per l’Alban Elfed potrebbe essere utile realizzare un altare con noci, un piccolo mandala realizzato con il grano o con il riso da distruggere poi al termine del rituale, del vino e della marmellata, fotografie di qualcosa di bello che è avvenuto durante l’Anno, un libro.

Il Rituale dell’Alban Elfed

Lo sciamano o il druido ha il compito di celebrare il rituale. Seduto o in piedi, al centro del cerchio (se è stato aperto), accende la candela centrale, con le spalle ad Ovest Chiede/Medita sull’attuale periodo, medita sull’equilibrio perfetto che caratterizza questo giorno, su quanto è stato fatto durante l’Anno, ringraziando con un invocazione le Divinità, gli Antenati, gli Elementi che hanno protetto e guidato il percorso.  Legge o racconta un brano mitologico/poesia legato al tema.

Inizia così a suonare il Tamburo e ad entrare [insieme agli partecipanti se ci sono] in uno stato alterato di coscienza. Vengono invocati gli Spiriti/Animali guida che agevoleranno il Viaggio attraverso l’utilizzo del Sonaglio e del Fischio. Lo sciamano [e i presenti] inizia a danzare mimando i propri Spiriti Guida colpendo sul tamburo ogni volta che qualcuno di essi giunge. Seduto, in piedi o sdraiato al suono del tamburo inizia il  “viaggio” nel Mondo di Sopra o di Sotto.

Accompagnato dagli Spiriti Guida andiamo alla ricerca della sacra radura dove, seduto sotto un albero, si possa vedere la luce che ci illumina il volto e contemporaneamente le foglie che lo mettono in ombra. Ascolta le Energie e cosa gli Spiriti hanno da dirti. Terminato il viaggio lo sciamano si Alza, con tre tocchi al tamburo ritorna nella Realtà e condivide con gli altri il viaggio. Successivamente i partecipanti possono bere il vino, simbolo del raccolto dell’Anno.

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