di Andrea Romanazzi
San Costantino Albanese, borgo nel cuore della Basilicata, affonda le sue radici storiche nella diaspora albanese del XV secolo. Gli Arbëreshë, fuggiti dall’espansione dell’Impero Ottomano nei Balcani, fondarono qui una comunità che, ancora oggi, custodisce gelosamente le proprie tradizioni culturali e linguistiche. Questo piccolo comune, situato nella provincia di Potenza, è uno dei più importanti centri arbëreshë d’Italia, noto per la sua architettura tradizionale e per l’atmosfera che rimanda alle origini albanesi dei suoi abitanti. Le case in pietra dai tetti a falde pronunciate, la Chiesa di San Nicola con i suoi affreschi e icone che raccontano storie religiose e culturali, e le tradizioni artigianali locali rendono San Costantino Albanese un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato.
San Costantino Albanese è un luogo dove la storia e la cultura si intrecciano in maniera indissolubile. Il borgo prende il nome dall’imperatore Costantino, venerato sia nella tradizione di rito bizantino che in quella cattolica, e il legame con la fede è ben visibile nelle sue numerose celebrazioni religiose e nei riti che segnano il calendario annuale della comunità. Il paese è famoso per la sua bellezza paesaggistica, circondato da colline verdi e valli rigogliose, che contribuiscono a creare un ambiente sereno e suggestivo. La natura qui gioca un ruolo centrale: il contesto ambientale è parte integrante della vita quotidiana e delle tradizioni culturali degli abitanti.
La comunità arbëreshë di San Costantino Albanese è particolarmente orgogliosa della propria lingua e delle proprie tradizioni. La lingua arbëreshë, un dialetto albanese antico, viene ancora oggi insegnata ai bambini fin dalla tenera età, preservando così un patrimonio linguistico che rischiava di scomparire. Le celebrazioni religiose, i canti, le danze e le feste tradizionali sono momenti importanti per la comunità, occasioni in cui si rinnova il legame con la propria identità e le proprie radici. Uno degli eventi più significativi è la festa in onore della Madonna della Stella, che si tiene ogni anno la seconda domenica di maggio.
In questo scenario affascinante si svolge una delle celebrazioni più emblematiche della comunità: i festeggiamenti in onore della Madonna della Stella. Questa festa è molto più di una semplice celebrazione religiosa: è un evento che coinvolge l’intera comunità e rappresenta un momento di unione, condivisione e appartenenza. La festa è preceduta da una lunga preparazione che coinvolge gli abitanti del paese, ciascuno dei quali contribuisce a suo modo alla realizzazione dell’evento. Le strade del borgo vengono addobbate con fiori e decorazioni, mentre la chiesa viene preparata per accogliere i fedeli e la statua della Madonna viene posta al centro delle celebrazioni.
Il fulcro di queste celebrazioni è il rito dei “Nusazit”, dei caratteristici pupazzi che vengono accesi in piazza durante la festa, donando un’atmosfera magica e carica di simbolismo. I Nusazit sono realizzati con intelaiature di legno chiamate “armaxhi”, attorno alle quali vengono assemblati e decorati con abiti e accessori che rappresentano il folclore locale. Ogni pupazzo ha dimensioni naturali e raffigura un personaggio specifico, tra cui una donna (nusja), un pastore (Kapjel picut), due fabbri (furxharet) e il diavolo (djallthi). Questi personaggi incarnano diversi aspetti della cultura e della vita del paese e rappresentano figure archetipiche che, nella loro simbologia, riflettono valori, paure e aspirazioni della comunità.
L’origine storica di questa manifestazione è in realtà relativamente recente. I “Nusazit” di San Costantino Albanese ebbero origine nella seconda metà del XX secolo, come parte di un’iniziativa comunitaria per rivitalizzare le celebrazioni locali, combinando elementi del folclore arbëreshë con simbolismi più moderni e spettacolari, come l’uso dei petardi e della polvere pirica. Questa manifestazione fu ideata per dare un nuovo impulso alla festa della Madonna della Stella, rafforzando l’identità culturale della comunità arbëreshë e offrendo un’attrazione unica per la popolazione locale e i visitatori. L’uso del fuoco e dei pupazzi spettacolari, insieme a figure come il diavolo e i fabbri, richiama il dualismo tra il bene e il male e crea una connessione simbolica che contribuisce a rendere questo evento un momento di coesione e spettacolo per la comunità.
La donna, chiamata “nusja”, è uno dei personaggi principali del rito. Indossa un abito tradizionale albanese da gala, riccamente decorato e impreziosito da dettagli che evocano la tradizione culturale degli Arbëreshë. Il pastore, “Kapjel picut”, porta invece un costume tipico, con un cappello a punta e due forme di ricotta, simbolo della vita pastorale e dell’importanza dell’agricoltura e dell’allevamento per la comunità. I fabbri, “furxharet”, rappresentano l’abilità manuale e il lavoro artigianale, che da sempre caratterizzano la vita degli abitanti di San Costantino Albanese.
Il pupazzo del diavolo, “djallthi”, è forse il più suggestivo: segue un’iconografia particolare, con due facce, quattro corna, piedi simili a zoccoli di cavallo e tiene una forca e una catena, rappresentando simbolicamente le forze oscure e il mistero.
Durante la festa, i Nusazit vengono accesi con polvere pirica e razzi, che conferiscono loro movimenti diversi e spettacolari. Alcuni pupazzi ruotano intorno al proprio asse, altri si muovono in modo differente, creando uno spettacolo unico e suggestivo. I movimenti dei pupazzi, combinati con i giochi di luce e il rumore dei petardi, contribuiscono a creare un’atmosfera carica di energia e di emozione. La detonazione finale di ciascun pupazzo segna il culmine della celebrazione, simboleggiando la vittoria delle forze del bene su quelle del male e il rinnovamento della comunità.
Come già detto la tradizione dei Nusazit non ha studi specifici che ne attestino le origini nell’altichità, ma molti studiosi ipotizzano che possa essere collegata a riti propiziatori antichi o a celebrazioni stagionali legate al rinnovamento della natura e alla protezione delle forze benevole. I personaggi rappresentati e i movimenti rituali dei pupazzi sembrano suggerire una connessione con simbolismi arcaici legati alla vita comunitaria e alla spiritualità popolare. L’uso del fuoco, in particolare, è un elemento ricorrente nelle celebrazioni tradizionali di molte culture, simbolo di purificazione, trasformazione e protezione contro le forze oscure.
I festeggiamenti in onore della Madonna della Stella e il rito dei Nusazit sono dunque un prezioso esempio di come, ancora oggi, la comunità di San Costantino Albanese riesca a mantenere vive tradizioni secolari, unendo la propria fede alla celebrazione delle proprie radici culturali. Questa festa non è solo un omaggio alla Madonna, ma anche un momento in cui la comunità si ritrova, si riconosce e si rinnova, celebrando l’identità arbëreshë con uno spirito di continuità e appartenenza.
La festa della Madonna della Stella e il rito dei Nusazit rappresentano quindi un momento di grande importanza per la comunità di San Costantino Albanese, un’occasione in cui si intrecciano fede, tradizione, cultura e identità. In un mondo sempre più globalizzato, in cui le tradizioni locali rischiano di essere dimenticate, questa festa rappresenta un baluardo della cultura arbëreshë e un esempio di come sia possibile mantenere vive le proprie radici pur guardando al futuro. La comunità di San Costantino Albanese, con il suo impegno e la sua passione, dimostra che le tradizioni non sono semplicemente un retaggio del passato, ma una parte viva e vitale del presente, capace di unire le persone e di dare un senso di continuità e di appartenenza. San Costantino Albanese e il rito dei Nusazit rappresentano un unicum nel panorama delle tradizioni popolari italiane. Questa piccola comunità arbëreshë, con le sue celebrazioni cariche di simbolismo e di storia, è riuscita a mantenere intatta la propria identità attraverso i secoli, tramandando di generazione in generazione non solo usi e costumi, ma anche un modo di vivere e di concepire il mondo. La festa in onore della Madonna della Stella è un momento in cui passato e presente si incontrano, in cui la fede si intreccia con la cultura e in cui la comunità si ritrova e si rinnova. I Nusazit, con i loro movimenti spettacolari e il loro significato simbolico, rappresentano il cuore di questa celebrazione, un rito che affonda le sue radici in tempi lontani e che, ancora oggi, continua a emozionare e a unire gli abitanti di San Costantino Albanese e tutti coloro che hanno la fortuna di assistere a questa straordinaria manifestazione di cultura e di fede.
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