di Andrea Romanazzi
La notte di Santa Lucia, celebrata il 13 dicembre, è uno degli eventi più misteriosi e affascinanti del calendario festivo in molte parti d’Italia e d’Europa. Questa festività è carica di simbolismo, connessa alla luce, al solstizio d’inverno, e spesso avvolta da credenze popolari, leggende e usanze curiose che si tramandano da secoli. Santa Lucia è venerata come la protettrice degli occhi e della vista, ma la notte che precede la sua festa è considerata speciale per la sua capacità di evocare antiche tradizioni pagane e cattoliche.
Origini e Significato del Nome
Il nome Lucia deriva dal latino “lux”, che significa “luce”. Non è un caso, quindi, che Santa Lucia sia associata alla luce in un momento dell’anno in cui le giornate sono più brevi e le notti più lunghe. Anticamente, secondo il calendario giuliano, la notte di Santa Lucia coincideva con il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno. Anche se con il passaggio al calendario gregoriano la data del solstizio si è spostata, la tradizione popolare continua a ricordare questa giornata come quella “più lunga dell’anno”, poiché simboleggia la vittoria della luce sulle tenebre.
Le Leggende di Santa Lucia
Santa Lucia nacque a Siracusa, in Sicilia, nel III secolo, in una famiglia cristiana. Viene venerata non solo in Italia, ma anche in altri Paesi come Svezia, Danimarca e Norvegia. Secondo la leggenda, Lucia decise di dedicare la sua vita a Dio, rifiutando un matrimonio combinato. Quando il suo promesso sposo scoprì la sua decisione, la denunciò come cristiana durante un periodo di persecuzioni. Fu arrestata e torturata, ma miracolosamente non cedette al dolore. Si racconta anche che, per scoraggiare i corteggiatori, si strappò gli occhi, motivo per cui viene spesso raffigurata con un piatto su cui sono posti i suoi occhi.
La Notte di Santa Lucia a Ventimiglia: Tra Focacce e Tradizioni
A Ventimiglia, la Notte di Santa Lucia viene celebrata con una combinazione di riti religiosi e tradizioni popolari che hanno resistito alla prova del tempo. Uno degli aspetti più curiosi e interessanti della celebrazione è l’usanza, citata nella Rivista delle Tradizioni Popolari Italiane, di preparare grandi focacce impastate con olio e zucchero, ricoperte da abbondanti quantità di confetti e dolciumi.
Queste focacce, chiamate “focacce di Santa Lucia”, venivano preparate in grandi quantità dalle famiglie per la vigilia di Natale. Erano un simbolo di abbondanza e prosperità, e venivano condivise tra i membri della famiglia e gli amici come segno di buon augurio per l’anno a venire. Tuttavia, come descritto nell’articolo, queste focacce non erano sempre di ottima qualità, tanto che alcuni abitanti di Ventimiglia scherzosamente le chiamavano “robacce”, sia per la loro fattura che per il fatto che venivano spesso mangiate con ingordigia dai bambini, causando loro mal di pancia.
Questa usanza, pur con i suoi aspetti umoristici, rappresentava un momento di unione e condivisione, in cui la comunità si ritrovava attorno a una tavola imbandita, celebrando la santa e, al contempo, il passaggio dal buio alla luce.
La Rugiada di Santa Lucia e i Riti di Purificazione
Un’altra tradizione popolare legata alla Notte di Santa Lucia a Ventimiglia riguarda la raccolta della rugiada. Secondo una credenza antica, la rugiada che si formava durante questa notte aveva poteri curativi e purificatori. Le persone uscivano nelle prime ore del mattino per raccogliere le gocce di rugiada dalle piante, convinte che essa avrebbe portato loro salute e protezione contro le malattie. Era anche comune bagnarsi il viso con la rugiada di Santa Lucia, poiché si credeva che avesse il potere di preservare la vista e guarire le malattie oculari.
Questa credenza, benché oggi sembri appartenere a un’epoca lontana, è un esempio di come la fede religiosa e la superstizione si siano spesso intrecciate nelle comunità rurali italiane, creando riti e usanze che perdurano nel tempo.
Doni e Presagi nella Notte di Santa Lucia
In alcune famiglie di Ventimiglia, la Notte di Santa Lucia era anche un momento in cui venivano fatti piccoli doni ai bambini. Si racconta che i bambini mettevano fuori dalle finestre piccole scarpe lucide, sperando che la santa portasse loro dei regali durante la notte. Questo rito, che ricorda in parte la figura di Babbo Natale o della Befana, era un modo per i genitori di instillare nei più piccoli il senso di meraviglia e magia associato alla festività.
Inoltre, si credeva che i sogni fatti durante la Notte di Santa Lucia fossero premonitori. Le giovani ragazze, in particolare, prestavano molta attenzione ai loro sogni, credendo che potessero rivelare loro il nome del futuro sposo o altri eventi importanti che avrebbero segnato la loro vita. Questa usanza, legata alla simbologia della luce e della visione, rifletteva la speranza e la curiosità con cui le persone guardavano al futuro durante questo periodo dell’anno.
I Falò e la Luce nella Tradizione Ligure
Come in molte altre parti d’Italia, anche a Ventimiglia la celebrazione della Notte di Santa Lucia includeva l’accensione di falò. Questi grandi fuochi, accesi nelle piazze o nei campi, erano simboli di purificazione e rinnovamento. Si credeva che la luce del fuoco potesse scacciare gli spiriti maligni e le forze oscure che si aggiravano durante le lunghe notti invernali.
In alcuni casi, venivano accese candele o piccoli lumi in ogni finestra delle case, in segno di devozione alla santa, ma anche come gesto propiziatorio per garantire la protezione della famiglia e della casa durante l’inverno. Questo gesto semplice, ma significativo, era un modo per mantenere viva la tradizione e per rinnovare la speranza in un futuro luminoso.





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