di Andrea Romanazzi

In primavera, passeggiando per i campi della Murgia, possiamo ancora trovare i papaveri, con i loro fiori rossi che spiccano tra il verde delle coltivazioni e il giallo delle spighe mature. Sono un ricordo vivente delle antiche pratiche e delle tradizioni dei nostri avi, un legame tangibile con il passato e con la terra che ha nutrito generazioni di contadini. Guardandoli, non possiamo fare a meno di pensare a come anche una pianta così semplice abbia avuto un ruolo così importante nella storia e nella cultura dell’uomo.

Il papavero, con i suoi petali delicati e il suo colore vivace, racconta una storia che risale a migliaia di anni fa. Le analisi condotte su antichi reperti archeologici hanno rivelato che i nostri antenati, fin dalla preistoria, conoscevano e utilizzavano questa pianta. Nei campi della Murgia, i papaveri hanno trovato il loro habitat ideale, crescendo spontaneamente tra i cereali e diventando parte integrante del paesaggio rurale.

Ma il papavero non era solo un compagno silenzioso delle coltivazioni. Nelle tombe egizie, sono stati rinvenuti resti di papaveri, a testimonianza del loro utilizzo in riti religiosi e medicinali, una figura avvolta nel mistero e nella quiete della notte. Figlio della Notte (Nyx) e del Buio (Erebo), Hypnos rappresentava il potere del sonno, che con la sua dolcezza e tranquillità può avvolgere chiunque, dagli dèi agli uomini, in un riposo rigenerante. Era spesso descritto come un giovane dalle ali leggere, che si muove silenziosamente, portando il sonno con un semplice tocco. Viveva in una caverna oscura, lontana dalla luce del giorno, dove scorrevano le acque del fiume Lethe, il fiume dell’oblio, circondato da fiori di papavero e piante che emanano una fragranza soporifera. Nella tradizione greca, i papaveri erano spesso utilizzati come simbolo per commemorare i defunti, in quanto associati al passaggio dalla vita alla morte, un sonno senza risveglio.

Hypnos non è solo un portatore di riposo, ma anche un dio compassionevole, che offre conforto a chi è stanco e afflitto. La sua presenza è invocata per calmare le ansie, alleviare le sofferenze e donare un sonno tranquillo. La sua capacità di indurre il sonno era così potente che persino Zeus, il re degli dèi, fu ingannato da Hypnos su richiesta di Hera, la regina degli dèi, in un famoso episodio dell’Iliade.

L’immagine di Hypnos coronato di papaveri era così potente e suggestiva: un dio che cammina tra i campi notturni, raccogliendo i fiori che portano il sonno, spargendo la loro polvere soporifera sui vivi. Così, ogni volta che vediamo un papavero ondeggiare nel vento, possiamo ricordare Hypnos, il dio del sonno, e il suo dono di pace e quiete, un dono che attraversa i secoli e continua a parlarci del potere rigenerante del sonno e della natura.

Lasagne al Papavero e Sapori della Murgia

Ingredienti:

  • 500 g di lasagne fresche fatte in casa
  • 300 g di foglie di papavero selvatico raccolte nella Murgia
  • 100 g di petali di papavero
  • 200 g di capocollo di Martina Franca, tagliato a cubetti
  • 1 litro di latte di pecora murgese
  • 80 g di burro di masseria locale
  • 80 g di farina di semola rimacinata
  • 3 uova biologiche delle masserie murgiane
  • 250 g di cacioricotta pugliese grattugiato
  • 150 g di caciocavallo podolico grattugiato
  • 2 spicchi d’aglio murgiano
  • Olio extravergine d’oliva della Murgia
  • Sale marino di Margherita di Savoia e pepe nero di Murgia, q.b.

Procedimento:

  1. Preparazione delle Foglie di Papavero:
  • Lessate le foglie di papavero selvatico in acqua bollente salata per 3-4 minuti, quindi scolatele e strizzatele bene. Tritatele finemente.
  • In una padella ampia, fate soffriggere gli spicchi d’aglio schiacciati con olio extravergine d’oliva e una noce di burro. Aggiungete le foglie di papavero tritate e i petali essiccati, facendoli saltare fino a quando saranno ben insaporiti.
  • Unite il capocollo di Martina Franca a cubetti e lasciate cuocere per altri 2-3 minuti, mescolando di tanto in tanto. Rimuovete l’aglio e regolate di sale e pepe.
  1. Preparazione della Besciamella:
  • In un pentolino, sciogliete il burro a fuoco medio, aggiungete la farina di semola rimacinata e mescolate vigorosamente per ottenere un roux dorato.
  • Versate il latte di pecora a filo, mescolando continuamente fino a ottenere una besciamella densa e vellutata. Regolate di sale e pepe.
  • A fuoco spento, incorporate le uova leggermente sbattute, il cacioricotta e il caciocavallo podolico grattugiati. Aggiungete infine il composto di papavero e capocollo, mescolando bene per distribuire uniformemente gli ingredienti.
  1. Assemblaggio delle Lasagne:
  • In una teglia da forno, stendete un primo strato di lasagne fresche, coprendo con uno strato di besciamella ricca al papavero. Ripetete l’operazione fino a esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato abbondante di besciamella.
  • Spolverate generosamente con cacioricotta grattugiato e caciocavallo podolico.
  • Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per 25-30 minuti, finché la superficie non sarà dorata e croccante.

Buon appetito, con i sapori autentici della Murgia!

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