di Andrea Romanazzi
Nel cuore dell’Alta Murgia, tra i sentieri e le strade che conducono al Santuario della Madonna degli Angeli di Quasano, si snoda un cammino di fede che affonda le sue radici in tradizioni secolari. I “7 Sabati”, pellegrinaggi a piedi da Toritto a Quasano, rappresentano non solo un atto di devozione, ma anche un rito collettivo che rinnova il legame profondo tra la comunità e il suo territorio. Lungo questi percorsi, le edicole votive emergono come segni tangibili di una spiritualità rurale che ha saputo intrecciare sacro e paesaggio. Queste piccole architetture, spesso dedicate alla Madonna, testimoniano una fede vissuta quotidianamente, radicata nella terra e nelle consuetudini contadine.
Le edicole votive hanno radici profonde che risalgono all’epoca romana e persino pre-romana. Durante l’Impero Romano, era comune trovare piccoli altari e nicchie dedicate ai Lares e ai Penates, gli spiriti protettori della casa e della famiglia. Con l’avvento del cristianesimo, questi luoghi di culto domestico vennero gradualmente cristianizzati, trasformandosi in edicole dedicate a santi, madonne e al Cristo. Nel vasto repertorio delle espressioni di religiosità popolare, l’edicola votiva si configura come uno degli elementi più emblematici e pervasivi, soprattutto nei contesti rurali dell’Italia meridionale. Tali strutture, infatti, assumono una funzione primaria: sacralizzare lo spazio, trasformando un crocevia, un campo, un sentiero o un trivio in luogo teofanico, ovvero potenzialmente abitato dal sacro. Nate da un’esigenza antropologica profonda — quella di proteggere, ringraziare o invocare la presenza divina nel quotidiano — le edicole votive assolvono alla funzione di mediatori tra l’umano e il divino, tra il visibile e l’invisibile, tra la comunità terrena e la sfera celeste. In particolare, la figura mariana — prevalentemente la Madonna in una delle sue declinazioni iconografiche locali — si impone come soggetto privilegiato, poiché considerata maternamente prossima, custode delle messi, delle acque, delle creature e dei pericoli del cammino. La loro collocazione lungo le strade, ai margini dei campi o nei pressi di antichi tratturi, risponde a una logica tanto spirituale quanto pragmatica: l’edicola, visibile a chi percorre quei luoghi, offre conforto, intercessione e memoria. Essa diventa così nodo simbolico in cui si intrecciano devozione, identità locale e oralità sacra: ogni passante può sostare, recitare una preghiera, accendere una candela o affidare silenziosamente una speranza. Espressione oggi di una fede genuina e quotidiana, esse incarnano la devozione personale e comunitaria, fungendo da punto di riferimento spirituale per chi viveva e lavora nelle campagne. Ogni edicola racconta una storia, sia essa di ringraziamento per un raccolto abbondante, di supplica per la protezione contro malattie e calamità, o di semplice devozione.
Oggi, molte edicole votive sono abbandonate o in stato di degrado. Tuttavia, c’è un crescente interesse per la loro conservazione come parte del patrimonio culturale e religioso italiano. Numerose iniziative locali e regionali stanno lavorando per restaurarle e valorizzarle, non solo come oggetti di devozione ma anche come testimonianze storiche e artistiche.
Cappelle ed Edicole del territorio Quasanese
Questo contributo nasce da un’attenta ricerca sul campo, che ha permesso di censire 19 edicole votive risalenti ai secoli XIX e XX: un patrimonio diffuso e silenzioso, che custodisce tra le sue nicchie affrescate e i suoi muretti a secco la memoria spirituale e identitaria delle comunità di Quasano e Toritto. Queste edicole non sono semplicemente espressioni di pietà popolare, ma documenti materiali di una religiosità vissuta, impressa nei gesti quotidiani, nei riti stagionali e nel paesaggio agrario. Esse costituiscono un crocevia tra fede, antropologia e territorio, laddove la devozione si fonde con l’esperienza contadina, l’organizzazione sociale e l’immaginario collettivo.
Ogni edicola racconta una storia di devozione personale e comunitaria, di preghiere e ringraziamenti. Queste strutture sono spesso erette in segno di gratitudine per un raccolto abbondante, per aver superato una calamità o semplicemente come atto di devozione. La maggior parte delle edicole votive identificate in questa ricerca sono dedicate al culto della Madonna degli Angeli, riflettendo una devozione profonda e radicata in queste terre, tuttavia, sono presenti anche edicole votive dedicate a Sant’Antonio da Padova e a San Michele Arcangelo, simboli di protezione e intercessione divina. L’architettura delle edicole varia notevolmente: alcune sono semplici e funzionali, altre sono riccamente decorate, con tetti a tegole, colonne e inferriate. Questo riflette non solo la devozione religiosa ma anche le risorse e le abilità artistiche delle comunità che le hanno costruite.

Molte delle edicole votive identificate sono in stato di degrado, altre mostrano segni di un culto ancora vivo. Questo patrimonio, sebbene talvolta dimenticato, è parte integrante della storia e dell’identità di Quasano e Toritto. Restaurarle significa preservare un legame vitale con il passato e garantire che queste testimonianze di fede possano continuare a ispirare le generazioni future.

Per gli amanti della storia, della cultura e delle escursioni, è stato creato un itinerario speciale che guida i visitatori alla scoperta delle edicole votive più interessanti del territorio. Aprendo il seguente link https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/itinerario-votivo-delle-cappelle-rurali-quasano-172666643 e cliccando su ogni edicola, troverete foto, descrizioni e informazioni storiche per ciascuna.




Seguendo questo percorso, gli esploratori di fede possono immergersi nella bellezza del paesaggio rurale di Quasano e Toritto, scoprendo al contempo le storie e le tradizioni che queste edicole custodiscono.

Le edicole votive di Quasano e Toritto sono una parte essenziale del patrimonio culturale e spirituale di queste comunità. Esse rappresentano un legame profondo tra l’uomo e la terra, una fede che ha resistito alle prove del tempo e che continua a vivere nei cuori e nelle menti dei suoi abitanti.





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