di Andrea Romanazzi

Dall’alba dei tempi, i quattro elementi – terra, acqua, aria e fuoco – hanno costituito il fondamento stesso della comprensione magica del mondo.

 La concezione dei quattro elementi come fondamentali del cosmo ha una storia ricca e affonda le sue radici nei primi pensatori della Grecia antica. Uno dei contributi più significativi a questa teoria è attribuibile a Empedocle, filosofo del V secolo a.C. Secondo Empedocle, tutto ciò che esiste è costituito da quattro “radici” o elementi – terra, acqua, aria e fuoco.  Successivamente Platone integrò la teoria degli elementi nella sua cosmologia associando a ciascun elemento a una forma geometrica specifica e li collegò ai solidi platonici, crando un ponte concettuale tra le idee geometriche e le sostanze fisiche, contribuendo a consolidare il concetto dei quattro elementi. Fu poi Aristotele, allievo di Platone, a sviluppare ulteriormente questa teoria. Aristotele introdusse l’idea di qualità specifiche associate a ciascun elemento, sottolineando che ogni elemento possiede caratteristiche uniche. Ad esempio, la terra era associata alla qualità della secchezza, mentre l’acqua alla freddezza. Aristotele contribuì così a definire le proprietà specifiche di ciascun elemento.

Questa teoria dei quattro elementi si diffuse anche al di là del mondo greco, influenzando le tradizioni medievali e rinascimentali. 

Durante il periodo rinascimentale, tra il XIV e il XVII secolo, la concezione dei quattro elementi continuò a esercitare una forte influenza, in particolare nell’ambito della magia e dell’alchimia. Gli studiosi rinascimentali, ispirandosi alle antiche tradizioni greche, romane ed egiziane, integrarono e svilupparono ulteriormente la teoria degli elementi, considerandola fondamentale per la comprensione e la pratica delle arti occulte. La tradizione degli Elementi costitutivi il mondo naturale è presente anche in Cina. A differenza del sistema occidentale, la tradizione cinese incorpora legno, fuoco, terra, metallo e acqua come componenti essenziali. Il legno, associato alla crescita e alla flessibilità, trova riscontro nel vento e nella primavera. Rappresenta la forza rigeneratrice che accompagna il ciclo della vita. Il fuoco, simbolo di energia e passione, è collegato al calore estivo, portando con sé la trasformazione e l’entusiasmo. La terra, legata alla stabilità e alla prosperità, è associata all’equinozio e all’umidità che nutre la vita. Il metallo, simboleggiante chiarezza e concentrazione, trova la sua espressione nel periodo autunnale e nell’asciutto. Riflette la capacità di tagliare attraverso le illusioni e concentrarsi sulla verità. Infine, l’acqua, rappresentante di fluidità e saggezza, è associata all’inverno e al freddo. Come la vita stessa, scorre in modo adattabile, plasmando il paesaggio e insegnando le lezioni della vita. La peculiare caratteristica dei Cinque Elementi risiede nella loro interazione dinamica, espressa attraverso un ciclo di generazione e controllo. Il legno genera il fuoco, il fuoco genera la terra, la terra genera il metallo, il metallo genera l’acqua, mentre l’acqua genera di nuovo il legno. Allo stesso tempo, esiste un ciclo di controllo in cui ciascun elemento può dominare un altro per mantenere l’equilibrio. Questa tradizione offre una lente attraverso cui comprendere la complessità e l’armonia del mondo naturale e spirituale, evidenziando la profonda connessione tra l’uomo e la natura.

Proprio come nelle tradizioni sin qui elencate, i quattro elementi sono presenti anche nella cultura druidica e nella spiritualità celtica. I Druidi, sacerdoti, saggi e custodi delle tradizioni celtiche, attribuivano significati profondi agli elementi, collegandoli alla loro visione del mondo e alle forze naturali che plasmavano la vita. La Terra (Talamh), per i Druidi, era considerata la madre di tutte le cose, simbolo di fertilità, stabilità e radici profonde. Gli antichi rituali druidici spesso coinvolgevano la terra come elemento sacro, e i siti di culto erano scelti con cura per la loro connessione con la terra stessa. L’Acqua (Uisce), associata ai fiumi, laghi e oceani, rappresentava la forza della vita, la purificazione e la fluidità. I Druidi attribuivano grande importanza ai corsi d’acqua sacri e spesso realizzavano rituali in prossimità di sorgenti o pozze che consideravano dotate di poteri speciali. L’Aria (Aer) simboleggiava la mente, la comunicazione e il respiro della vita, ed infine il Fuoco (Tine) era considerato un elemento sacro, simbolo di trasformazione, ispirazione e purificazione. I Druidi celebravano spesso cerimonie intorno a fuochi sacri, e le torce erano utilizzate nei rituali per rappresentare la presenza divina.

Le pratiche druidiche coinvolgevano spesso la connessione con la natura attraverso la meditazione, i rituali stagionali e le cerimonie che onoravano gli spiriti degli elementi. La saggezza druidica era trasmessa oralmente, e molti insegnamenti erano legati all’osservazione attenta della natura e al rispetto per gli equilibri che regolano il mondo. 

A questi quattro elementi, però, si univa una importante Triade. Gli elementi descritti, infatti, sono interconnessi tra loro da tre tipi di “energie”: nwyfre, gwyar e calas. Il termine gallese “nwyfre,” che significa “cielo” o “paradiso,” rappresenta la fonte della vita e della coscienza, spesso identificata come la forza vitale. Gwyar, che deriva dalla parola gallese per “sangue,” simboleggia più ampiamente il “flusso” o la “fluidità,” è associato al cambiamento, al movimento e alla crescita, trovando espressione nella corrente dell’acqua. Calas, dalla radice gallese per “duro,” rappresenta la solidità, la forma e la stabilità, incarnata nella natura dalla pietra. Ebbene, tutto nell’universo sarebbe una combinazione dei 4 elementi essenziali tenuti insieme da queste tre forze  che hanno il potere di far condensare, fluire o espandere. Nell’ottica della filosofia druidica, l’interconnessione tra i tre elementi fondamentali – nwyfre, gwyar e calas – e i tradizionali quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco) costituisce una prospettiva ricca e complessa che riflette la visione olistica dei Druidi sulla natura e sull’universo. Il Nwyfre, i può essere considerato in stretta relazione con l’elemento dell’aria e ne diviene veicolo attraverso cui si propaga la forza vitale, la coscienza e l’energia spirituale. D’altra parte, gwyar si sposa armoniosamente con l’elemento dell’acqua, simboleggia il flusso, la fluidità e il perpetuo cambiamento, aspetti che risuonano con la natura dinamica e adattabile di gwyar. Calas, intrinsecamente legato alla solidità, alla forma e alla stabilità, trova una corrispondenza naturale con l’elemento terra. Questa triade di elementi druidici, tuttavia, va oltre il loro significato individuale. Essi interagiscono dinamicamente, formando un ciclo continuo di influenza reciproca. L’interconnessione tra nwyfre, gwyar, calas e i quattro elementi classici costituisce un pilastro della visione del mondo druidico. Questo approccio, che abbraccia la diversità e la complementarità degli elementi, fornisce ai praticanti la capacità di percepire e comprendere le sfumature più sottili della natura e dell’esperienza umana, promuovendo una connessione più profonda con il mondo che li circonda.

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