Culti e Luoghi delle Rocce Coppellate tra le Alpi Piemontesi

Le Montagne e i boschi alpini raccontano da sempre storie di antichi culti e religioni. E’ infatti su queste rocce moreniche, enormi blocchi di roccia residuo dei movimenti glaciali, che l’Antico inciderà degli incavi o coppelle. Intendiamo per coppelle quegli incavi artificiali di forma semisferica che venivano intagliati, spesso per picchiettamento o sfregamento, sulle rocce a mò di ciotola rudimentale. Ad esse erano spesso associati i già visti motivi a rete, a croce, spirale o zig-zag. La roccia coppellata non è semplicemente un orpello, per le popolazioni preistoriche era immagine del ventre umido della Grande Madre, la divinità della e della fertilità, e le acque in esse raccolte venivano utilizzate ancora fino al secolo scorso dalle donne per sfregarsi il ventre affinchè favorissero la fertilità. Le realizzazione della cavità era dunque un modo di riproporre l’immagine della stessa divinità naturale nella quale, poi, raccogliere il suo “umore”.

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La Stregoneria: Dalle sacerdotesse della Grande Madre alla persecuzione eretica

di Andrea Romanazzi

Il fenomeno della “stregoneria” affonda le sue radici in un lontano passato quando l’uomo e la donna vivevano nell’immanenza della Grande Dea dai mille nomi, “ Inde primigenii Phryges Pessinuntiam deum matrem, hinc autocthones Attici Cecropiam Minervam, illinc fluctuantes Cyprii Paphiam Venerem, Cretes sagittiferi Dictynnam Dianam, Siculi trilingues Stygiam Proserpinam, Eleusinii vetustam deam Cererem, Iunonem alii, Bellonam alii, Hecatam isti, Rhamnusiam illi, et qui nascentis dei Solis inchoantibus inlustrantur radiis Aethiopes utrique priscaque doctrina pollentes Aegyptii caerimoniis me propriis percolentes appellant vero nomine reginam Isidem” e successivamente Diana Paganorum.

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La dea Madre ad Ostuni (Puglia) e il Mistero di Delia

Questo “fuoriporta” ci conduce nell’alto Salento, in particolare nella meravigliosa città bianca di Ostuni, uno dei borghi più visitati di Puglia. Tra le tante bellezze del paese però si nasconde, nel piccolo museo delle civiltà preclassiche della Murgia Meridionale, qualcosa di davvero unico. Avete mai sentito parlare della Grande Madre?

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Diana, Regina delle Streghe

di Alessia Giuliana
Silvarum patrona et domina, Diana, es

“O Diana, tu sei la patrona e la padrona delle selve”Diana è l’antichissima Dea italica, la DIA, signora delle selve e delle belve, custode di fonti e torrenti, Dea della Natura e dell’agricoltura, protettrice delle donne caste. Caste, non vergini, a significare le donne indipendenti che non soggiacciono a mariti padroni. La radice si trova nel termine latino arcaico “dius” (“della luce”, da dies, “ luce del giorno”),  divino,  per cui il nome originario sarebbe stato Divina.

 

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Il Tarantismo e le Tarantolate: fenomeno sciamanico italiano

di Andrea Romanazzi

Le feste stagionali contadine sono ancora oggi il più evidente ricordo degli ancestrali culti agro-pastorali da sempre praticati dall’uomo antico, rituali di un mondo, il pagus, in cui la vita era scandita dal susseguirsi del giorno e della notte, dall’apparizione di un frutto o dallo sbocciare di un fiore, dal lussureggiare di un ramo o dalla foglia cadente oramai ingiallita. È in questo mondo che affonda le proprie radici il Tarantismo, fenomeno ancora attuale e che ben si inserisce nel quadro di quelli che possiamo definire “riti di possessione” tipici di culti e religioni Sciamaniche e Animiste.

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La Dea Madre e il Mito Comparato delle Sacre Nozze

di Andrea Romanazzi

La Dea Madre è stata probabilmente la prima divinità immaginata dall’uomo e, anche se così non fosse, è indubbiamente quella più presente in tutte le culture del mondo antico.

In tutto il Bacino del Mediterraneo, includendo anche l’area Mediorientale sono state ritrovate statuette, terracotte, incisioni, raffiguranti la Grande Dea già a partire da 30.000-25.000 anni prima di Cristo, usanza poi pian piano scomparsa verso il 3.000 a.C. con l’avvento delle popolazioni Indoeuropee veneratrici delle divinità maschili padrone delle armi e delle fucine.

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