di Andrea Romanazzi
Una figura particolarmente interessante per lo studio dei sigilli magici è stata quella di Pietro d’Abano.
Pietro d’Abano, conosciuto anche come Pietro Pomponazzi, è nato intorno al 1257 a Abano Terme, in Italia. La sua formazione accademica ha avuto luogo presso l’Università di Padova, dove ha studiato medicina e filosofia, emergendo come uno dei pensatori più distintivi del XIII secolo. D’Abano è stato un medico di successo e un prolifico autore, con opere che spaziano dalla filosofia aristotelica alla medicina. La sua visione filosofica, esposta nel trattato “Conciliator differentiarum,” ha cercato di unire razionalità e fede, affrontando temi complessi di teologia e metafisica. In particolare, d’Abano si distinse come traduttore di opere scientifiche cruciali, tra cui i “Problemata” di Aristotele, opere di Alessandro di Afrodisia, scritti di Galeno e Dioscoride. Nel caso dei “Problemata” di Aristotele, non si limitò alla traduzione, ma aggiunse un commentario chiamato “Expositio Problematum Aristotelis”, fornendo un’analisi dettagliata e interpretazioni personali dei problemi trattati da Aristotele. La revisione delle opere di Abraham ibn ‛Ezra indica il suo impegno nel migliorare e rendere più accurate le traduzioni precedenti, mostrando un approccio critico e attento alla precisione scientifica. La frase finale menziona il suo acclamato lavoro “Conciliator Differentiarum, quæ inter Philosophos et Medicos Versantur”, che si traduce approssimativamente come “Il Conciliatore delle Differenze tra Filosofi e Medici”. Quest’opera riflette il suo intento di armonizzare le divergenze tra le filosofie aristoteliche e le pratiche mediche del suo tempo, dimostrando il suo ruolo centrale nel tentativo di conciliare le varie discipline intellettuali.
Tuttavia, la sua vita è stata segnata dalla controversia, soprattutto per il suo interesse per la magia e l’occultismo, evidente nelle sue opere “Heptameron” e “De Magia Naturali.” Questi interessi lo hanno portato in conflitto con l’autorità ecclesiastica, culminando nella sua esumazione postuma nel 1326 e la condanna per eresia. La data precisa e le circostanze esatte della morte di Pietro d’Abano sono oggetto di incertezza storica. Ciò che è noto è che morì nel 1316, ma le circostanze esatte della sua morte sono avvolte nel mistero. Tuttavia, è importante notare che la sua morte non fu il risultato diretto di un processo penale in quanto non fu giustiziato in vita. Successivamente alla sua morte, le sue idee e le sue opere furono oggetto di controversie e conflitti con l’autorità religiosa. Nel 1326, dieci anni dopo la sua morte, il suo corpo fu riesumato e bruciato in un atto postumo di condanna per eresia. Questa condanna postuma indica che le sue idee e il suo lavoro erano ancora considerati pericolosi e contrari alla dottrina della Chiesa anche dopo la sua morte.
Il Rapporto con la Magia
La controversa accusa di eresia nei confronti di Pietro d’Abano si collega principalmente alle sue idee considerate eretiche dalla Chiesa cattolica dell’epoca, soprattutto nel contesto delle sue opere sulla magia e l’occultismo. Le opere di d’Abano, come “Heptameron” e “De Magia Naturali”, che affrontano temi legati alla magia, futrono considerate in conflitto con l’insegnamento religioso e la visione tradizionale della Chiesa sulla magia come un’attività eretica e demoniaca. Inoltre le concezioni di d’Abano sulla magia naturale, un tentativo di razionalizzare pratiche magiche considerate al di là del dominio del soprannaturale.
“Heptameron” e “De Magia Naturali”
Il “Heptameron” è un’opera attribuita a Pietro d’Abano, ma va notato che ci sono dibattiti tra gli studiosi sulla sua effettiva attribuzione. Quest’opera è un trattato di magia e incantesimi che riflette il contesto intellettuale e magico del suo tempo. Il termine “Heptameron” significa letteralmente “settimanale” e si riferisce alle sette giornate della settimana, che corrispondono ai sette capitoli dell’opera. L’opera è strutturata come una serie di dialoghi e narrazioni che coinvolgono un gruppo di persone impegnate in pratiche magiche e invocazioni di spiriti. Il “Heptameron” è influenzato dalle tradizioni magiche medievali, in particolare dalla magia cerimoniale e dagli elementi dell’arte della cabala. I capitoli trattano di vari aspetti della magia, inclusi rituali di evocazione, l’uso di simboli magici, la preparazione di talismani e l’invocazione di entità spiritiche. Uno degli aspetti più distintivi del “Heptameron” è la sua fusione di elementi cristiani con pratiche magiche. Si rifà spesso a preghiere e invocazioni di ispirazione cristiana, cercando di legittimare le pratiche magiche entro il contesto della fede cristiana. L’opera “De Magia Naturali” è un altro testo significativo che affronta il tema della magia, ma in questo caso, si concentra sulla concezione della magia naturale. Il termine “magia naturale” si riferisce all’idea che alcune pratiche magiche possono essere spiegate attraverso cause naturali e processi razionali, piuttosto che essere attribuite a forze soprannaturali. Nel “De Magia Naturali,” d’Abano esplora questo concetto, cercando di definire e distinguere tra diverse forme di magia. Il testo affronta argomenti come l’astrologia, le proprietà magiche delle erbe, le influenze delle stelle sulla terra e le pratiche magiche legate alla natura. D’Abano cerca di fornire una base razionale per alcune delle pratiche magiche, integrando elementi di filosofia naturale e medicina.
Il Pentacolo di Pietro d’Abano – Saturno
Se fate una ricerca sul web relativa al Pentacolo di Pietro d’Abano, troverete molteplici simboli a lui attribuiti, alcuni rifatti, molti errati. Per questo vogliamo qui approfondire. Il Pentacolo di Pietro d’Abano è spesso menzionato in relazione alle sue opere di magia, in particolare nel contesto del “Heptameron” e viene associato alle pratiche magiche e ai rituali invocativi presenti nelle sue opere. Nell’ambito della magia cerimoniale, il pentacolo viene spesso utilizzato come un sigillo o un simbolo di protezione durante le cerimonie magiche avendo il potere di respingere le forze negative e proteggere chi lo indossava o lo utilizzava nei rituali.
Esaminiamo i due Sigilli attribuiti al Magus ovvero citati nelle sue opere
Il Pentacolo in questione, noto anche come “pentacolo di Saturno“, è considerato un potente strumento magico utilizzato per scacciare gli spiriti indesiderati e purificare le energie negative. La sua creazione è spesso associata a pratiche notturne, e il processo di realizzazione può coinvolgere rituali specifici. Nel contesto di purificazione delle energie negative di oggetti o persone, il Pentacolo di Saturno viene impiegato come un simbolo di protezione e di allontanamento da influenze malevole. Le pratiche magiche che coinvolgono il pentacolo possono includere l’uso di simboli magici, incantesimi specifici o l’invocazione di forze positive durante la sua creazione.
Le punte rappresentando i quattro elementi terra, acqua, fuoco, aria, equilibrio cosmico e protezione da energie negative. Il cerchio intorno al pentacolo può essere interpretato come un simbolo di protezione e di confinamento di forze indesiderate.
Esagono di Pietro d’Abano
Il secondo Pentagramma di d’Abano è una “Stella di David” o Stella a Sei Punte. Si notifica la scritta “AGLA”, cronimo proviene dalla frase ebraica “Ateh Gibor Le-olam Adonai”, traducibile approssimativamente come “Mio Signore, tua è la potenza nei secoli dei secoli”. Oltre a ciò, all’esterno del Pentacolo si trova un’iscrizione altrettanto enigmatica che, secondo i principali commentatori, rappresenta una trascrizione alterata di “ΙΗΣ”, ossia “YESUS” in greco. Al centro del Pentacolo si osserva una croce e un’iscrizione (Χρυς) che corrisponde a “Christus”, anch’essa espressa mediante caratteri dell’alfabeto greco. La lettera “X” o “Chi” è comunemente utilizzata come abbreviazione di “Christ”, ed è questa l’origine del termine “Xmas” in alcune regioni di lingua anglosassone per indicare il Natale. In alcuni manoscritti antichi, la croce rappresenta un simbolo di Saturno, cosa che mette in relazione i due pentagrammi. L’ensemble di simboli e scritture all’interno del Pentacolo di Pietro d’Abano riflette la complessità e la ricchezza di significati associati alle tradizioni esoteriche e mistiche del periodo.

Il Pentacolo di Pietro d’Abano, come descritto nell’Heptameron, era considerato un potente strumento magico che serviva principalmente a scopi protettivi e rituali. La presenza della Stella di David, la scritta “AGLA” e altri simboli all’interno del Pentacolo suggerivano un’intenzione protettiva. Si credeva che questi elementi avessero il potere di respingere influenze malevole o spiriti indesiderati durante le cerimonie magiche. Anche la presenza di religiosi e simboli legati alla cristianità suggeriscono tale scopo ma anche quello di favorire la manipolazione di energie e forze specifiche durante i rituali. Ad esempio, la croce, con il suo collegamento a Saturno, potrebbe essere stata utilizzata per influenzare gli aspetti di tempo e karmici.
Per chi vuole leggere…Pietro d’Abano è stato una figura che ha catturato l’immaginario di diversi scrittori, specialmente nel contesto della narrativa romantica. Johann Ludwig Tieck ha scritto un racconto gotico intitolato “Pietro d’Abano. Una storia di magia” (1825), raffigurando lo scienziato come una sorta di Frankenstein, un professore di giorno e un negromante di notte, che sfida Dio con le sue arti oscure. Nathaniel Hawthorne ha preso ispirazione da d’Abano per il racconto “La figlia di Rappaccini” (1844), in cui crea un personaggio, Rappaccini, un austero studioso della natura che coltiva piante geneticamente modificate per produrre veleni. Anche il musicista Giuseppe Apolloni nel 1896 ha presentato un melodramma intitolato “Pietro d’Abano”. Recentemente, Renzo Paccagnella ha scritto un romanzo intitolato “Il figlio del Grande Eretico” (2012), che tratta della figura del figlio di Pietro d’Abano, presentandolo come un precursore della scienza moderna, simile a Giordano Bruno.
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