di Andrea Romanazzi

Pronostici e Vaticinii nella Notte di San Giovanni

La Notte di San Giovanni è ricca di riti divinatori e vaticinii che riflettono la credenza popolare secondo cui questa notte ha poteri profetici. Un detto tradizionale recita: “San Giovanni non micca né inganna”, indicando che i segni e i presagi di questa notte sono affidabili e veritieri. Diversi metodi sono utilizzati per predire il futuro, specialmente riguardo all’amore e al matrimonio.

Il Vaticinio del Cardo Mariano

Uno dei metodi più conosciuti è il vaticinio del cardo mariano. Durante la notte di San Giovanni, si raccoglie un cardo mariano e lo si mette in una bacinella di acqua, se il giorno dopo sembra rifiorire allora si incontrerà a breve l’amore.

Le Tre Foglie di Alloro

Un altro vaticinio comune prevede l’uso delle tre foglie di alloro. Le ragazze in cerca di un marito pongono tre foglie di alloro sotto il cuscino, credendo che sogneranno il volto del loro futuro sposo. Le foglie simboleggiano amore, speranza e fedeltà, e sono usate per attirare la benevolenza degli spiriti protettori.

Le Fave

Le fave sono utilizzate per un altro tipo di divinazione. Durante la notte di San Giovanni, si mettono tre fave sotto il cuscino: una intera, una sbucciata a metà e una completamente sbucciata. Al risveglio, si estrae una delle fave senza guardare. La fava intera prevede un matrimonio felice e prospero, la fava a metà indica problemi economici, mentre la fava completamente sbucciata presagisce povertà o difficoltà.

Il Piombo Fuso

Un metodo più elaborato è la fusione del piombo. Si fonde una piccola quantità di piombo e la si versa in un recipiente di acqua fredda. Le forme che si creano al contatto con l’acqua sono interpretate per predire eventi futuri. Ad esempio, una forma che somiglia a un anello potrebbe indicare un matrimonio imminente, mentre altre forme possono suggerire viaggi, ricchezza o difficoltà.

Le Tre Gocce di Cera

Un rito molto diffuso per conoscere il nome del futuro sposo è quello delle tre gocce di cera. Si fa sciogliere della cera e si lasciano cadere tre gocce in un recipiente di acqua. La forma che la cera assume viene interpretata per trovare l’iniziale del nome del futuro marito. Questo semplice ma affascinante rito è praticato soprattutto dalle giovani donne, che vi vedono un modo romantico e misterioso per conoscere il loro destino amoroso.

La Barca di San Giovanni

La barca di San Giovanni è un antico rito divinatorio che si pratica durante la notte tra il 23 e il 24 giugno utilizzando l’albume d’uovo. Per eseguire questo rito, si rompe un uovo e si lascia scivolare l’albume in un bicchiere d’acqua lasciato all’aperto per tutta la notte. Durante le ore notturne, si crede che l’albume, grazie all’influsso della rugiada e delle energie magiche della notte di San Giovanni, formi delle figure simili a vele, barche o altri simboli. Al mattino, l’interpretazione delle forme create dall’albume viene utilizzata per trarre vaticinii sul futuro. Se l’albume forma una barca con le vele spiegate, è considerato un segno di buon auspicio, indicando viaggi fortunati, nuove avventure o cambiamenti positivi nella vita della persona. Questo semplice ma suggestivo rito è un esempio di come la cultura popolare italiana sappia trasformare elementi quotidiani in strumenti di magia e divinazione, legando profondamente le pratiche ancestrali al ciclo naturale delle stagioni.

Le Abluzioni Rituali di San Giovanni

La ricorrenza della raccolta delle erbe nella notte tra il 23 e il 24 giugno, in occasione della festa di San Giovanni Battista, è una tradizione ricca di simbolismi e credenze. Questa notte è considerata magica, poiché coincide con i giorni solstiziali, un periodo in cui, secondo antiche credenze, il sole si unisce alla luna, riversando sulla terra energie benefiche, specialmente sulle erbe bagnate dalla rugiada. Era usanza recarsi all’alba sulla riva del mare per bagnarsi e preservarsi dai dolori reumatici. I contadini portavano gli animali, come buoi e cavalli, sulla spiaggia affinché si rinvigorissero e fossero immuni da malattie. Oltre al bagno, vi era anche l’uso dei comparati: per stabilire il comparato, una persona inviava a un’altra un mazzolino di fiori la vigilia di San Giovanni, e questa ricambiava la vigilia di San Pietro.

L’associazione di San Giovanni Battista, che battezzava con l’acqua, rafforzava la credenza nelle proprietà benefiche della rugiada di questa notte. Si vedeva in essa un’acqua simile a quella del battesimo, capace di aspergere e purificare. Per questi motivi, le persone preparavano talismani particolari e potenti usando erbe, pietre e altri elementi, convinte che la particolare posizione degli astri conferisse loro virtù aggiuntive. Questo periodo rappresentava un curioso intreccio di sacro e profano, unendo pratiche religiose a credenze popolari e superstizioni. Le abluzioni rituali di San Giovanni sono un’importante tradizione che si svolge durante la notte tra il 23 e il 24 giugno. Questi riti hanno un significato purificatore e rigenerante, legato alle credenze popolari sulla rugiada e sull’acqua raccolta in questa notte speciale. La rugiada di San Giovanni, che si crede abbia poteri magici, viene raccolta al mattino presto e utilizzata per lavarsi il viso e il corpo, con l’intento di ottenere protezione, bellezza e salute per l’anno a venire. Allo stesso modo, l’acqua di San Giovanni viene preparata raccogliendo erbe e fiori che, lasciati in ammollo durante la notte, si caricano delle energie benefiche della natura. 

Era credenza comune che l’acqua profumata, lasciata fuori tutta la notte affinché la Madonna e San Giovanni la benedicessero passando, avesse effetti straordinari. Si utilizzava un piccolo recipiente, preferibilmente una bacinella, da lasciare sul davanzale la sera della vigilia con fiori di campo immersi (camomilla, margherite, melissa, ginestra), credendo che, una volta benedetta dal Santo, fosse efficace contro il malocchio, l’invidia e le fatture, specialmente sui bambini. Una tradizione particolare legata a questa notte è quella dell’ “acqua muta” sarda. In Sardegna, l’acqua muta viene raccolta in totale silenzio e con grande devozione. Durante la notte di San Giovanni, le donne sarde si recano alle fonti o ai pozzi senza parlare, credendo che l’acqua raccolta in silenzio acquisti potenti proprietà curative e protettive. Questa acqua viene poi utilizzata per abluzioni rituali, benedizioni della casa e altre pratiche magiche. Le abluzioni rituali di San Giovanni, attraverso l’uso simbolico e concreto dell’acqua, celebrano il legame profondo tra l’uomo e la natura, e il potere rigenerante e purificatore di questa notte magica.

Le Erbe di San Giovanni: Magia e Tradizione

Tra tutte le erbe raccolte in questa notte, l’iperico è considerato l’erba di San Giovanni per eccellenza. Conosciuta anche come “erba allegra”, l’iperico è ritenuto un efficace talismano contro il maligno. La tradizione popolare attribuisce a questa pianta proprietà straordinarie, non solo per scacciare spiriti maligni e streghe, ma anche per le sue capacità curative. L’iperico, infatti, è utilizzato da secoli nella medicina popolare per le sue proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti e antidepressive. Il rituale di raccogliere l’iperico e altre erbe durante la notte di San Giovanni è visto come un modo per potenziarne gli effetti benefici, grazie alla benedizione simbolica che si crede avvenga in questa notte magica. L’alloro è usato come amuleto per proteggere dalle influenze negative. Le foglie di alloro vengono spesso poste sotto il cuscino o appese alle porte per scacciare gli spiriti maligni e portare fortuna. L’elicriso, noto per le sue proprietà di conservazione della gioventù, è un’altra pianta raccolta durante la notte di San Giovanni. Si crede che porti longevità e vitalità a chi lo utilizza, spesso impiegato in infusi o bagni rigeneranti. La lavanda, chiamata anche spighetta di San Giovanni, è un’altra erba preziosa di questa notte. La lavanda è utilizzata per la sua capacità di portare pace e serenità. Si usa in sacchetti profumati da mettere nei cassetti per profumare la biancheria, o come infuso rilassante. Le sue proprietà calmanti la rendono un ingrediente comune in oli essenziali e preparazioni erboristiche per favorire il sonno e il rilassamento. Queste erbe, raccolte durante la notte di San Giovanni, sono considerate particolarmente potenti e cariche di energia benefica, continuando a rappresentare un legame profondo tra le antiche pratiche rituali e la natura. Con queste piante si realizzavano i brevi, o sacchettini magici, piccoli amuleti confezionati durante la notte di San Giovanni, considerata la più potente dell’anno per le energie magiche e spirituali. Questi sacchettini, realizzati con materiali naturali come stoffa o pelle, contengono erbe raccolte al solstizio d’estate, simboli sacri e altri elementi magici. Durante la preparazione dei brevi, si recitavano spesso preghiere o incantesimi per potenziarne l’efficacia. Una volta confezionati, i sacchettini venivano portati addosso, nascosti sotto il cuscino, o appesi in casa per garantire protezione contro il malocchio, la sfortuna e le influenze negative. Alcuni brevi sono preparati specificamente per attirare l’amore, la salute o la prosperità, riflettendo i desideri e le necessità di chi li realizza. 

Il Mito del Fiore della Felce

Il mito del fiore della felce di San Giovanni è una leggenda affascinante legata alla notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno. Secondo la tradizione popolare, durante questa notte magica, la felce, pianta che di solito non produce fiori visibili, sboccia per un breve momento e chi riesce a trovare il suo fiore otterrà fortuna, ricchezza e poteri straordinari. Il fiore della felce è spesso descritto come un piccolo fiore luminoso che appare solo a mezzanotte della notte di San Giovanni. La leggenda narra che il fiore sia custodito da spiriti o creature sovrannaturali che cercano di impedire agli umani di trovarlo. Chi è abbastanza coraggioso da cercarlo deve affrontare numerosi ostacoli e prove, ma la ricompensa è straordinaria. Tradizionalmente, si crede che la persona in cerca del fiore debba andare nella foresta da sola e in silenzio, portando con sé simboli di protezione come l’iperico (erba di San Giovanni) o altre erbe sacre.

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