di Andrea Romanazzi

In questo viaggio nella stregoneria esploreremo il tema della fattura, come e perché queste pratiche sono state usate, le loro origini storiche, e l’impatto che hanno avuto su diverse culture e credenze.

La fattura è un’antica pratica magica che racchiude un insieme di riti e tecniche basate su principi di simpatia e contatto, radicati nelle tradizioni popolari, spesso utilizzata con l’intento di arrecare danno o influenzare negativamente una persona specifica, ed è per questo motivo che viene temuta e rispettata in molte culture. La fattura è un rituale che colpisce a distanza, ovvero che una persona possa influenzare un’altra senza contatto fisico diretto, ma attraverso l’uso di oggetti simbolici o rituali. Questa azione è resa possibile grazie alla credenza nel potere dei simboli e nella loro capacità di trasmettere energia e intenzioni. Per fare questo si fa ricorso all’uso di materiali specifici e l’esecuzione di cerimonie particolari che possono includere oggetti appartenenti alla persona bersaglio, come capelli, unghie o indumenti, che fungono da collegamento tra l’individuo e l’incantesimo. L’obiettivo è creare un legame invisibile attraverso il quale trasmettere l’influenza negativa desiderata. Il principio si basa sull’idea che “il simile attira il simile”, un concetto comune nella magia simpatica. Attraverso l’uso di materiali che rappresentano simbolicamente la vittima o il suo ambiente, il praticante della fattura cerca di instaurare un legame diretto. 

Uno degli aspetti più complessi della fattura è il suo intreccio di elementi sacri e profani. Spesso, la fattura incorpora simboli religiosi o spirituali che vengono distorti per ottenere l’effetto desiderato. Questo miscuglio di sacro e sacrilego crea un arazzo magico che può sembrare indecifrabile per coloro che non sono familiari con la stregoneria popolare.  

La Fattura del nodo

Uno degli strumenti più usati nella fattura è il nodo, uno dei simboli più antichi e potenti nelle pratiche magiche di tutto il mondo. Nelle sue molteplici forme, il nodo rappresenta l’intersezione tra il visibile e l’invisibile, il controllo e il caos, il terreno e il divino. Il nodo è un simbolo duale, capace di rappresentare sia il bene che il male. Può essere un atto di protezione, chiudendo le porte al male, o espressione di un’azione malefica, bloccando il bene e portando sfortuna. Questa dualità rende il nodo un potente strumento nelle mani di coloro che sanno come usarlo. La sua capacità di chiudere e aprire, di legare e liberare, lo rende una componente essenziale nei riti magici di molte culture. Frazer, noto antropologo e studioso di magia, esplora questo concetto, evidenziando come i nodi siano utilizzati per incatenare energie e spiriti. Si possono annodare spaghi, fettucce, capelli, crini di cavallo….spesso rinvenuti sotto i cuscini di coloro che si sospetta siano stati “colpiti” da una fattura. 

la Fattura del Mestruo

Nella tradizione della magia nera e della stregoneria, il sangue mestruale è considerato un ingrediente potente e simbolico, impiegato per la sua capacità di influenzare e manipolare. Le sue proprietà sono state temute e sfruttate sin dall’antichità, attribuendogli un ruolo di rilievo nella tossicologia e nella magia simpatetica. L’idea alla base del suo utilizzo risiede nella capacità del sangue mestruale di trasferire il potere personale dell’operante direttamente sulla vittima, senza la necessità di un medium intermediario. La credenza nella pericolosità del sangue mestruale, in particolare quello delle donne dai capelli rossi, era diffusa nel passato, dove veniva considerato velenoso e utilizzato nella creazione di potenti veleni. Queste credenze erano tanto radicate che autori come Pietro d’Abano nel XIII secolo

(del cui talismano abbiamo già parlato

 https://centrostudiomisteritaliani.com/2024/01/07/il-pentacolo-magico-di-pietro-dabano/ )

 e Mattioli nei suoi “Discorsi” menzionavano l’uso del sangue mestruale per scopi nefasti, come avvelenare mariti o nemici. La capacità di questo sangue di indurre follia se ingerito, anche in piccole quantità, lo rendeva un’arma temibile nell’arsenale della stregoneria.

Oltre al suo impiego in rituali di avvelenamento, il sangue mestruale è comunemente associato alla creazione di filtri amorosi. Miscelato con altre sostanze, veniva usato per legare una persona alla volontà di chi lo somministrava, creando un legame emotivo o sessuale forzato. Questo uso nei filtri amorosi sottolinea la duplice natura del sangue mestruale nella magia: sia come strumento di distruzione che di attrazione e seduzione.

La fattura sacrilega

L’ultimo esempio di fattura di cui vi parliamo è la fattura sacrilega, una delle forme più inquietanti e complesse di magia, in cui si intrecciano elementi di ritualità e trasgressione. Il termine “sacrilegio” deriva dal latino “sacrilegium”, che indica la profanazione di oggetti o luoghi sacri. Questo tipo di magia si basa sull’uso pervertito di simboli e pratiche religiose, trasformandoli in strumenti di maleficio. L’idea centrale è quella di distorcere e invertire l’uso originario di simboli religiosi per ottenere effetti malefici.

Le origini della fattura sacrilega si intrecciano con la storia delle pratiche di magia nera e del cristianesimo degenerato. Alcuni storici e occultisti, come Piqué, Michelet e Levi, hanno messo in evidenza come l’elemento sacrilego spesso si manifesta attraverso l’uso perverso di simboli religiosi. Gli oggetti normalmente considerati sacri, come croci, ostie consacrate, o candele benedette, vengono manipolati e utilizzati in contesti di oltraggio. 

Un esempio classico è quello di compiere una fattura durante una celebrazione religiosa, come la messa, con l’intento di offendere o danneggiare qualcuno. Questo può includere bestemmiare durante il momento della consacrazione, utilizzando il contesto sacro per esprimere intenzioni malevole.

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