diAndrea Romanazzi
La Campania, con i suoi paesaggi mozzafiato e la sua ricca storia, è una terra intrisa di leggende e miti. Tra i vari borghi che punteggiano la costa amalfitana, Furore si distingue non solo per la sua bellezza naturale, ma anche per le storie di stregoneria che ne avvolgono l’atmosfera. Il nome “Furore” sembra derivare dai ruggiti del mare che si infrange contro le scogliere, evocando un senso di mistero e potenza. Questo affascinante borgo, abbarbicato su un fiordo, è stato teatro di numerose leggende di streghe e sabba notturni. Ma non è solo Furore ad essere ammantato di magia; Baselice, con la sua oscura tradizione stregonica, arricchisce ulteriormente il panorama leggendario della regione.
Furore e le Streghe del Fiordo
Furore si trova lungo la celebre Costiera Amalfitana, un tratto di costa famoso per la sua bellezza naturale e il suo patrimonio culturale. Il nome deriverebbe dai ruggiti del mare che si infrange contro le scogliere, evocando un senso di potenza e mistero. Caratterizzato da un’architettura tradizionale con case costruite direttamente nella roccia e affacciate sul mare. protagonista è il Fiordo, una profonda insenatura naturale che ospita una piccola spiaggia e un antico villaggio di pescatori. Il borgo è noto anche per le sue chiese, tra cui la Chiesa di San Giacomo e la Chiesa di San Michele, che conservano affreschi e opere d’arte di valore. Come detto all’inizio, Furore è noto anche per le sue tradizioni e magiche. Racconti di streghe che si radunavano sulle spiagge e salpavano su barche per compiere i loro rituali notturni sono da sempre presenti nel tessuto culturale e, tramandate di generazione in generazione, contribuiscono a creare un’aura di mistero intorno al borgo. Una delle storie più famose narra di un pescatore curioso che, nascosto nella sua barca, osservò queste donne misteriose prendere il mare. Secondo il racconto, le streghe partirono alla volta di altri lidi, dove fecero razzia di grano e cereali. Il pescatore, desideroso di provare l’esistenza di queste streghe agli abitanti del paese, prese un po’ del grano razziato. Tuttavia, le streghe scoprirono il suo nascondiglio e si vendicarono su di lui.
Baselice: Terra di Streghe e Scuole di Magia
Se Furore è conosciuto per le sue storie di streghe marine, Baselice è ancor più famosa per essere stata un centro di apprendimento delle arti oscure. Tra le sue grotte di tufo e le sue strade antiche, il nome di Coletta, una delle più temute streghe della tradizione locale, risuona ancora. Si narra che fosse nota per la sua capacità di rendere sterili le messi e uccidere i bambini. Anche la sua morte fu altrettanto sinistra: giustiziata e fatta a pezzi, i suoi resti furono dispersi in tre pozzi differenti per impedirle di ricomporsi. Un’altra leggenda vuole che il borgo di Baselice ospiti una delle tre più importanti scuole di stregoneria d’Italia Nella notte tra il venerdì e il sabato, gli aspiranti stregoni scivolavano sui tetti delle case, guidati da suoni melodiosi o odori acri, verso il luogo designato. Qui, un libro magico, noto come “del Comando”, li attendeva, contenente i segreti delle arti oscure.
Maria a Roscìa: Allieva Modello
Tra gli studenti più noti di questa scuola vi era “Maria a Roscìa” di Sanbartolomeo, una cartomante che aveva stretto patti con il diavolo. Maria era esperta in fatture, filtri e altre magie, e seguiva rituali che oggi definiremmo di ricongiungimento al sacro naturale, ma che all’epoca erano considerati pura diavoleria. Si dice che, dopo aver proferito strani scongiuri, si gettasse nuda nelle acque del Fortore per poi riemergere e raccogliere le erbe necessarie ai suoi intrugli.

Maria a Roscìa rappresenta l’archetipo della strega nella tradizione popolare: una figura potente e temuta, capace di manipolare le forze della natura e di interagire con il mondo degli spiriti.
Le storie di Furore e Baselice ci offrono uno sguardo affascinante su come la stregoneria e le credenze nel soprannaturale abbiano influenzato la cultura e la vita quotidiana della Campania. Questi racconti, tramandati di generazione in generazione, non solo arricchiscono il patrimonio culturale della regione, ma ci ricordano anche quanto l’umanità sia stata sempre affascinata e intimorita dall’ignoto. La bellezza selvaggia di Furore e il mistero di Baselice continuano a incantare i visitatori, invitandoli a esplorare le storie nascoste tra le onde e le pietre antiche di questi luoghi magici.






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