di Andrea Romanazzi
Gli alfabeti esoterici non sono semplici varianti grafiche né giochi stilistici: appartengono a quel territorio liminale in cui la scrittura smette di essere un mezzo neutro e diventa un atto magico. In ogni cultura dove si è praticata la magia, dalle tavolette protostoriche agli esperimenti rinascimentali, dai grimori ottocenteschi alla ritualità contemporanea, qualcuno ha sentito il bisogno di creare un codice diverso dal quotidiano, un sistema di segni capaci di custodire ciò che non andava detto apertamente. Con questo capitolo si inaugura un viaggio nella semiotica occulta dell’Occidente, un percorso attraverso i segni che hanno fatto da ponte tra il visibile e l’invisibile.
Partiamo con l’Alfabeto Tebano, noto anche come alfabeto delle streghe, un sistema di scrittura, precisamente un cifrario di sostituzione del latino, utilizzato dagli occultisti del primo periodo moderno ed è popolare nel movimento Wicca. Nonostante il nome, non ha nulla a che fare con la città egizia di Tebe. Il termine “tebano” è frutto di una lunga catena di malintesi eruditi, tipica del Rinascimento magico, dove si attribuiva a molte scritture esoteriche un’origine egizia per aumentare il loro prestigio. In realtà il sistema compare nella sua forma più riconoscibile nel Polygraphia di Johannes Trithemius (1518) ed attribuito ad Honorius di Tebe da Pietro d’Abano nel suo maggiore quarto libro. e viene poi ripreso da Heinrich Cornelius Agrippa nel suo monumentale De Occulta Philosophia (1533). A partire da questi due testi, il Tebano entra ufficialmente nella “grammatica” degli alfabeti magici europei.

Tecnicamente l’Alfabeto Tebano non è una lingua autonoma, né un codice complesso: è un cifrario di sostituzione. A ogni lettera latina corrisponde un segno tebanico. Le parole non cambiano: si trasformano. Chi avesse la chiave potrebbe leggerle senza sforzo; chi non l’ha, vede solo un paesaggio di glifi dalle forme appuntite, curve, simmetriche, talvolta simili a rune o a segni apotropaici. Questa apparente semplicità è il motivo del suo successo. Essere facile da imparare e difficile da riconoscere ha permesso al Tebano di diventare il perfetto alfabeto “rituale”: un codice non per nascondere il significato alle masse, ma per separare ciò che è quotidiano da ciò che è sacro. Il suo valore sta nella soglia che crea: ciò che è scritto in Tebano è “altro”, come se fosse passato attraverso una piccola iniziazione grafica.
Il salto di qualità avviene nel XVI secolo con Agrippa. Nell’epoca in cui si tenta di ricostruire un sapere unitario che unisca magia, filosofia naturale e tradizione cabalistica, gli alfabeti segreti diventano strumenti di potere simbolico. Agrippa li classifica, li ordina, li presenta come corrispondenti a diversi livelli cosmologici. Il Tebano è collocato accanto al Celestiale e al Malachim, formando una triade di scritture destinate a operazioni cerimoniali, sigilli planetari e invocazioni di spiriti.
In questo contesto, il Tebano non è più soltanto un cifrario: è una porta rituale. Scrivere un nome in Tebano significa già attivare una trasformazione simbolica. Il glifo non è la lettera: è il suo doppio magico.
Ecco una possibile spiegazione dei riferimenti per ogni lettera dell’alfabeto tebano:
- A: Potrebbe essere associato all’inizio o alla creazione, simboleggiando nuovi inizi o l’energia primordiale.
- B: Potrebbe rappresentare la dualità o l’equilibrio tra opposti complementari, come il giorno e la notte, il maschile e il femminile.
- C: Potrebbe essere legato al concetto di cicli o cambiamenti ciclici, simboleggiando il ciclo della vita o dei processi naturali.
- D: Potrebbe essere associato alla divinità o al divino, rappresentando la presenza o l’influenza degli esseri spirituali.
- E: Potrebbe rappresentare l’energia vitale o la forza interiore, simboleggiando la vitalità e la vitalità dell’essere.
- F: Potrebbe essere collegato alla fertilità o alla crescita, simboleggiando il potenziale per la rinascita e la rigenerazione.
- G: Potrebbe rappresentare la guida o la protezione, simboleggiando il supporto divino o la direzione spirituale.
- H: Potrebbe essere associato alla salute o all’armonia, simboleggiando l’equilibrio e il benessere dell’individuo.
- I: Potrebbe rappresentare l’illuminazione o la conoscenza spirituale, simboleggiando la ricerca della verità e della saggezza interiore.
- K: Potrebbe essere legato alla conoscenza segreta o al mistero, rappresentando la comprensione di verità nascoste o arcane.
- L: Potrebbe essere associato all’amore o alla compassione, simboleggiando l’energia dell’amore universale o dell’affetto.
- M: Potrebbe rappresentare la maternità o la protezione materna, simboleggiando il sostegno e la cura amorosa.
- N: Potrebbe essere legato alla natura o alla terra, rappresentando la connessione con il mondo naturale e la sua energia.
- O: Potrebbe essere associato all’ordine o alla struttura, simboleggiando la stabilità e l’equilibrio nell’universo.
- P: Potrebbe rappresentare il potere o l’autorità, simboleggiando la forza o l’influenza spirituale.
- Q: Potrebbe essere legato alla ricerca o alla ricerca spirituale, rappresentando il viaggio dell’anima verso la conoscenza superiore.
- R: Potrebbe essere associato alla rinascita o alla trasformazione, simboleggiando la capacità di rigenerazione e crescita personale.
- S: Potrebbe rappresentare la saggezza o l’intuizione, simboleggiando la conoscenza profonda o la comprensione interiore.
- T: Potrebbe essere legato al tempo o alla durata, rappresentando la ciclicità degli eventi o l’eternità dell’esistenza.
- V: Potrebbe essere associato alla verità o alla rettitudine, simboleggiando l’onestà e l’integrità spirituale.
- X: Potrebbe rappresentare l’incrocio di percorsi o la scelta, simboleggiando la decisione o il cammino individuale.
- Z: Potrebbe essere legato alla totalità o all’unità, rappresentando l’integrazione di dualità apparenti o la ricerca dell’equilibrio.
- Th: Potrebbe essere associato alla trascendenza o alla spiritualità superiore, simboleggiando il collegamento con dimensioni più elevate dell’esistenza.
- Ch: Potrebbe rappresentare la chiarezza o l’illuminazione, simboleggiando la comprensione o la consapevolezza profonda.
Dal grimorio alla stregoneria moderna
La fortuna contemporanea dell’alfabeto deve molto al movimento Wicca del XX secolo. Gerald Gardner e la prima generazione di praticanti neopagani cercavano una scrittura che apparisse antica, evocativa e soprattutto non legata alle religioni dominanti. Il Tebano, con la sua estetica di “scrittura arcana”, rispondeva perfettamente a tale esigenza. Nacque così la sua seconda vita: da alfabeto rinascimentale a codice identitario per le comunità neopagane, stampato sui manuali esoterici, come ornamento nei social, nei tatuaggi, nei diari personali delle nuove generazioni neopagane.






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