Feticci Africani: l’akua’ba o bambola della fertilità

Nella cultura africana particolare importanza hanno le bambole, create per far giocare le ragazze e come un fascino per garantire la fertilità nelle donne. La loro forma e il loro costume variano a seconda della regione e delle usanze. Spesso le bambole vengono tramandate di madre in figlia. 

Sono usate per insegnare e divertire ma soprattutto sono intermediari soprannaturali e vengono manipolati per scopi rituali. 

Importante feticcio tra gli Ashanti, popolazione del Ghana, è l’akua’ba o bambola della fertilità. Siccome fra quella gente la mortalità infantile è piuttosto elevata, la si utilizza spesso per favorire le gravidanze, assicurare parti senza complicazioni e far nascere bambini belli e sani.

Secondo un mito Akan, in un lontano passato una donna di nome Akua non poteva concepire. Akua cercò così di capire la ragione spirituale della sua infertilità. Andò così da uno stregone che le disse di incaricare un intagliatore per creare un bambino di legno di cui si sarebbe dovuta poi prendere cura. Akua fece come le era stato detto e nel giro di pochi mesi concepì. Da allora questo bambolotto fu chiamato Akua’ba, cioè figlio di Akua. Da allora tra i popoli Akan, le donne che avevano difficoltà a rimanere incinta potevano utilizzare una di queste figure allo stesso modo di Akua: Un intagliatore avrebbe dovuto creare un bambolotto di legno e la donna lo avrebbe dovuto portare sulla schiena, offrire cibo ed onorato su un santuario nella sua casa fino a quando non avrebbe concepito.

Nella realtà tale bambola non è pensata per assomigliare a un bambino ma piuttosto, raffigura una donna astratta e idealizzata nel fiore degli anni.

Tradizionalmente, queste bambole vengono portate sulla schiena di giovani donne che sperano di concepire un bambino o per garantire l’attrattiva del bambino trasportato. Le bambine la pongono sulla schiena, legate con un pezzo di stoffa, imitando il modo in cui le loro madri portano i neonati.

È caratterizzata da un viso piatto e tondo, se la donna desidera un maschio, e quadrato se cerca una femmina, che sormonta un corpo cilindrico, provvisto di corte braccia. Presenta poi seni alti e sporgenti fanno pensare a una donna che non ha ancora partorito e allattato. Il volto si inserisce sul corpo stilizzato e allungato, attraverso un collo altrettanto sottile, questo perché gli Ashanti si augurano proprio che loro figli abbiano un collo lungo e un bel volto. Per questo le donne incinta si prendono cura di questa bambola proprio come se fosse un bambino in carne e ossa. Spesso queste statuine presentano motivi decorativi e figure geometriche linguaggio simbolico non facilmente deducibile ma comunque legato alla fertilità e alla nascita. Per alcuni vi è una forte relazione tra la geometria di queste bambole e la croce egizia Anhk anche se non ci sono prove in merito.

In entrambi i casi, comunque i due elementi sono legati alla simbologia della fertilità e al tema della Rinascita.

Infatti, L’ ankh è anche noto come chiave della vita un antico simbolo geroglifico per rappresentare la parola “vita” e, per estensione, come simbolo della vita stessa. Alcuni studiosi hanno suggerito che avesse un significato sessuale, ad esempio, Thomas Inman , suggerisce che il segno rappresentasse gli organi riproduttivi maschili e femminili, uniti in un unico segno.

Oggi, le akua’ba o “Fante Doll” sono spesso in vendita come souvenir per turisti, un ricordo piuttosto che un cimelio in uso rituale. L’uso tradizionale, tuttavia, continua in alcunea aree Akan. Oggi l’akua’ba ha anche guadagnato popolarità come simbolo generale di buona fortuna .

1 commento su “Feticci Africani: l’akua’ba o bambola della fertilità”

  1. Un articolo davvero molto interessante. Adoro informarmi sulle altre culture e le loro credenze e i loro miti, mi affascinano tantissimo e mi danno un ulteriore stimolo per cercare molto di più.

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