di Andrea Romanazzi
Il Carnevale e le sue origini
A differenza della maggior parte delle feste religioso-popolari, successivamente assorbite dalla religione cristiana e da essa trasformate, il Carnevale ha mantenuto il suo spirito tipicamente pagano che fortemente riecheggia tra le danza e le grida di gioia. Molti studiosi fanno risalire la festività alle tradizioni dei Saturnali romani ma sicuramente questi stessi hanno origini ancor più antiche legate alle feste primitive di fertilità dei campi. Le società antiche, ancorate alle leggi della natura, hanno da sempre celebrato il passaggio delle stagioni con cerimonie dedicate alla rinascita del mondo circostante. E’ questo contesto agricolo a fornire l’humus su cui il Carnevale si è innestato.
In un momento stagionale in cui il freddo regna sovrano, il Carnevale emerge come un rituale magico per risvegliare le forze naturali sopite. Attraverso l’uso di colori vibranti e costumi sfarzosi, la comunità tenta di comunicare simbolicamente con la natura, invocando la vitalità dormiente che attende sotto il gelido mantello invernale. La festa diviene un atto di magia rituale, in cui la creatività umana si fonde con il folklore, diventando veicolo per influenzare il corso degli eventi naturali. Anche l’antropizzazione della figura di Carnevale, con la sua morte, assume un ruolo di protagonista nel dramma mitico-stagionale. La morte simbolica di Carnevale diventa il fulcro del rito, un atto di sacrificio necessario per garantire la rinascita. Attraverso il simbolico “sacrificio” la morte diventa parte integrante del ciclo vitale, e promessa della nuova rinascita.
Le Maschere cornute di Aliano
Raggiungiamo ora Aliano, un borgo situato nella regione della Basilicata, un luogo ricco di storia e tradizione, con un paesaggio caratterizzato dalla tipica conformazione geologica della zona, compresa la presenza dei “calanchi”, formazioni erosive tipiche della Basilicata. l borgo di Aliano ha una lunga storia che risale all’antichità. Durante il periodo romano, la zona era conosciuta come un importante centro agricolo, mentre durante il medioevo, fu una fortezza fortificata che proteggeva i confini della regione. I secoli non hanno modificato la bellezza dei luoghi ed infatti ancora oggi le strade strette e tortuose del borgo, i vicoli ripidi e le case in pietra costituiscono un paesaggio unico e incantevole. Nel borgo è possibile visitare diversi siti storici e culturali, tra cui la Chiesa di Santa Maria degli Angeli e la Torre dell’Orologio, edifici che testimoniano la ricchezza storica e culturale del borgo e offrono ai visitatori una finestra sulla vita quotidiana dei lucani di un tempo. Il borgo è poi particolarmente noto per aver ospitato il celebre scrittore Carlo Levi durante il suo esilio nel periodo fascista, ed è qui che scrisse il suo famoso libro “Cristo si è fermato a Eboli”, che descrive la vita dei contadini lucani e la loro lotta per la sopravvivenza.
Abbiamo già parlato di Aliano in questo approfondimento
Ebbene, se ora visitiamo il paese durante il Martedì Grasso, potremmo imbatterci in uomini con maschere cornute, evocative di figure demoniache o spettrali. La tradizione, antichissima, è riportata anche dallo stesso Levi che, a proposito del Carnevale, scrive… “Venivano a grandi salti, e urlavano come animali inferociti, esaltandosi delle loro stesse grida. Erano le maschere contadine . Portavano in mano delle pelli di pecora secche arrotolate come bastoni , e le bandivano minacciosi , e battevano con esse sulla schiena e sul capo tutti quelli che non si scansavano in tempo …“. In queste righe Levi descrive le maschere cornute di Aliano ovvero i Cauzenitt, persone vestite con i mutandoni invernali, una cintura di cuoio da cui pendono numerosi campanelli di bronzo ed una grossa maschera composta di argilla e cartapesta. Tali stravaganti maschere, che rievocano creature demoniache, sono caratterizzate poi, nel loro aspetto, da enormi e coloratissimi cappelli con un foro in cima decorato con penne di galli e nastri di carta colorata.
Qual è il significato di questi curiosi costumi? La presenza di tali maschere deve essere interpretata non solo come un elemento decorativo, ma attraverso una visione antropologica che ci riporta ad antichi rituali pagani. Da una parte queste terribili maschere servono alla comunità per esorcizzare l’inverno, spaventarlo ed allontanarlo. Le stesse corna, simbolo di forza e potere in molte tradizioni, assumono significato apotropaico, cioè un mezzo per allontanare le influenze negative o gli spiriti maligni ma allo stesso modo rappresentare l’espressione della forza naturale che deve essere risvegliata.
D’altro canto le maschere incarnano anche le mitiche figure di spiriti naturali simili ai fauni. E’ infatti sempre Levi, che mette in evidenza un altro interessante particolare: “Vidi sbucare dal fondo tre fantasmi vestiti di bianco in mano portavano pelli di pecora secche e arrotolate come bastoni, e le brandivano minacciose, e battevano con esse sulla schiena e sul capo di tutti quelli che non si scansavano in tempo”.
Ebbene, un elemento peculiare è che tali figure è il ciuccigno, una sorta di manganello flessibile che, in passato, come descritto da Levi, era usato per colpire le persone del borgo. Ebbene anche questo gesto ha un significato simbolico, associato a un antico rito di purificazione e fertilità. A Roma, durante i Lupercali, i Luperci, sacerdoti di Fauno, correvano per le strade vestiti solo con una pelle di capra e con una frusta, anche essa fabbricata con strisce di pelle di capra, con la quale battevano le giovani spose per propiziarne la fertilità e quindi la capacità di partorire. Anche la scelta dell’animale non era casuale, la capra era un animale totemico della divinità vegetazionale. Culti simili sono presenti in molte altre aree di Italia e d’Europa. Il Mannhardt, per esempio, ne descrive moltissimi relativi il “battere” gli alberi o le piante in primavera o a fine inverno per cacciare gli spiriti maligni e ostili alla rinascita vegetazionale.
In conclusione, il carnevale di Aliano, intriso di antiche tradizioni, rivela una dimensione profonda e complessa, in cui elementi apotropaici si mescolano alle manifestazioni festose. Le maschere, con le loro caratteristiche corna e la natura demoniaca o spettrale, fungono da guardiani simbolici, proteggendo la comunità dalle forze negative e rendendo la festività non solo un momento di gioia ma anche un atto collettivo di protezione e rinascita.





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