di Andrea Romanazzi
La pratica della cartomanzia, basata sull’interpretazione delle carte da gioco, rappresenta un’affascinante viaggio tra il misticismo e la psicologia. Per comprendere appieno questo strumento che ha da sempre caratterizzato il mondo magico, è essenziale immergersi nella sua storia, che affonda le radici in culture antiche come la Cina ed è giunta fino a noi attraverso i secoli. L’origine della cartomanzia è avvolta da un alone di mistero, con tracce della sua presenza risalenti a periodi antichi in diverse parti del mondo.
Inizialmente, le carte da gioco erano destinate a scopi ludici, ma con il trascorrere del tempo, sono diventate anche veicoli per la divinazione. La loro metamorfosi da semplici strumenti di intrattenimento a oggetti dall’aura mistica ha creato un ponte tra il gioco e la predizione. Una prima tappa nella storia della cartomanzia si può individuare nella Cina antica, dove, secondo testimonianze, le carte da gioco erano legate ai mistici “quattro guerrieri” rappresentati da quelli che oggi chiamiamo “semi”. Le carte si diffusero poi in Europa, dove, dapprima percepite come elementi ludici, si trasformarono ben presto in strumenti di predizione. Il primo accenno a carte da gioco lo troviamo nel Concilio di Worcester del 1240 dove è citata la presenza delle carte in Inghilterra nel XIII secolo- Successivamente è nel De remediis utriusque fortunae di Francesco Petrarca, scritto nel 1355, che si parla di carte da gioco e le stesse sono ancora citata nella cronaca di Giovanni di Iuzzo del 1379. Come strumento di divinazione troviamo cenni in Europa già nel XV secolo. Nel 1400 troviamo i primi tarocchi italiani, noti anche come tarocchi viscontei. Questi mazzi erano originari della regione dell’Italia settentrionale, in particolare della zona di Milano e Ferrara. Sebbene non esistano mazzi di tarocchi italiani viscontei completi ancora oggi, alcune carte sopravvivono in collezioni museali e libri antichi.

In questa sede, però, vogliamo focalizzare l’attenzione su un altro mazzo di carte divinatorio, quello delle Sibille.
Parliamo di Marie Anne Adelaide Lenormand (1772–1843), conosciuta anche come Marie Anne Le Normand, considerata la più grande cartomante di tutti i tempi. La maga nacque il 27 maggio 1772 ad Alençon, in Normandia, da Jean Louis Antoine Lenormand, un mercante di stoffe, e Marie Anne Lenormand. Rimase orfana all’età di cinque anni e fu educata in un convento. Nel 1786, Lenormand lasciò Alençon per Parigi. Qui entrò in contatto con famosi cartomanti e lei stessa iniziò a lavorare nel settore dando consigli cartomantici a molte persone famose, tra cui leader della Rivoluzione Francese, l’Imperatrice Giuseppina e lo Zar Alessandro I. La sua attività durò per oltre 40 anni. Nel 1814, Lenormand intraprese una seconda carriera letteraria e pubblicò molti testi, suscitando numerose controversie pubbliche. Fu imprigionata più volte, anche se mai per molto tempo. Morì a Parigi il 25 giugno 1843 e fu sepolta nella Divisione 3 del Cimitero di Père Lachaise. Non lasciò eredi tranne un nipote che, al momento della sua morte, era nell’esercito. Devota cattolica, il nipote bruciò tutto il suo materiale occulto, prendendo solo la fortuna monetaria che lei aveva lasciato.
Sarà lei ad inventare le famose carte “Sibille”.
Le Sibille, conosciute anche come sibille chiacchierine o carte chiacchierine, sono un particolare mazzo di tarocchi composto da 36 carte. Il nome prende origine dalle Sibille, vergini dotate di virtù profetiche, ispirate da un Dio (spesso Apollo). Queste sacerdotesse erano capaci di predire il futuro e fornire risposte avvolte in un mistero enigmatico. Le carte Sibilla furono prodotte e utilizzate per la divinazione. I mazzi incorporavano simboli, immagini mitologiche e scene di vita quotidiana. Ogni carta aveva un significato specifico, e i lettori di carte Sibilla utilizzavano la disposizione delle carte per interpretare il passato, il presente e il futuro.
Queste carte sono apprezzate per la loro semplicità e intuitività. La grafica delle Sibille è ricca di illustrazioni che hanno significati immediati, come se suggerissero all’istante particolari sulla persona e sull’oggetto del consulto. Da qui il nome di “sibille chiacchierine”. Oltre alle illustrazioni, c’è il seme (corrispondente al mazzo di carte da Ramino) e un numero da 1 a 13. Alcuni mazzi includono anche numeri associati al gioco del Lotto. In totale, il mazzo delle Sibille è composto da 52 carte, ognuna con un significato divinatorio generale.
Le Sibille si sono diffuse nel nostro paese principalmente attraverso l’influenza francese in particolare durante il periodo della Belle Époque, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Nel corso del tempo, sono emersi diversi mazzi di carte Sibilla con variazioni regionali e personalizzazioni. Ogni carta nel mazzo ha un significato specifico, e i lettori di carte Sibilla utilizzano la disposizione delle carte per ottenere insight su questioni personali e future.
La popolarità delle carte della Sibilla è rimasta forte in Italia, particolarmente nel contesto della cultura popolare e della tradizione della divinazione. La Vera Sibilla Italiana è stata conosciuta in tutti i salotti popolari e aristocratici dell’Italia dell’Ottocento.





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