di Andrea Romanazzi

La stregoneria campana affonda le sue radici in antiche tradizioni popolari e credenze che si sono tramandate per secoli, intrecciando pratiche magiche con il folklore locale. Questa regione dell’Italia meridionale, caratterizzata da un ricco patrimonio culturale, è stata teatro di leggende, rituali e figure misteriose legate all’arte magica. La strega campana, spesso conosciuta come la janara nella tradizione beneventana, evocava timore e rispetto, simbolo di poteri occulti connessi alla natura e agli antichi culti pagani. Attraverso un affascinante miscuglio di superstizioni, rituali di guarigione e maledizioni, la stregoneria campana continua a essere parte integrante dell’immaginario collettivo, alimentando racconti che sfidano il confine tra mito e realtà.

Il Noce delle Streghe

La Campania è stata per molti secoli il luogo prediletto dalle streghe, che giungevano da ogni parte della regione per partecipare ai Grandi Consigli svolti sotto il noce di Benevento. Anche da terre più remote, la sua fama era celebrata nella tradizione mentonese. Si racconta che questo albero sia stato distrutto da San Barbato nel 660, durante il regno del Duca Romualdo, in una lotta contro la superstizione.Attualmente, la posizione dell’albero è oggetto di controversia e persino la sua esistenza è messa in dubbio, ma secondo alcuni locali le streghe continuano a pretendere di riunirsi nel luogo dove cresceva. Qui sarebbero evocati molteplici demoni locali come Satanasso. ùil Diavolo Zoppo, orgoglioso, violento e traditore; Lucibello, Lurdino, Lurdinino, Quisisizio, Turbionone, Scartellato, Baldassare. Le streghe li incontrano volando per aria, spesso a cavallo. Per poter volare, ungono i loro corpi con la seguente composizione, la quantità varia in base al loro peso: dieci libbre di spirito di vino, mezzo chilo di sale di Saturno, mezzo chilo di Dragerio, da lasciare per quattro ore in un recipiente coperto. Poi, dicendo “Sotto l’acqua e sotto il vento, sotto il noce di Benevento, Lucibello portami dove debbo andare”, volano via.

È indispensabile che le streghe tornino prima dell’alba: una volta passata l’ora, cadono nel loro volo e muoiono. Come prova, si dice che alcune siano state trovate molto presto al mattino per le strade di Napoli, morte e nude. Nel loro percorso non possono attraversare un corso d’acqua in movimento né incrociare strade; sono obbligate a “girarci intorno”. Possono trasformarsi in animali, soprattutto in gatti neri, ma non in oggetti inanimati. Tuttavia, possono diventare “vento”, così da entrare in una casa per portare via qualcuno, trasformarlo o per altri scopi maligni.

Come Proteggersi?

Se, quando la strega è nella casa, viene afferrata per i capelli e tenuta così fino all’alba, muore; ma se in risposta alla sua domanda “Cosa tieni?” si dice: “Ti tengo per i capelli“, lei risponde, liberandosi: “E scivolo via come un’anguilla“. Entrando in una casa dovrebbe dire: “Io entro in questa casa come vento per pigliarmi questo figlio, e all’ora in cui me lo rubo, dev’essere presente anche la morte.” Se intende trasformare la persona, dice: “Io non sono cristiano, sono animale e sono eretico, e dopo avere ereticato, ho fatto diventare questa donna (uomo o fanciullo) animale, ed io divento più animale di questa donna.” Accanto al letto dice: “Io sono venuto per forza del demonio, il diavolo mi ha portato su di un cavallo, e come diavolo, e non come cristiano, io mi sono preso questa donna.” 

Il Diventare Streghe

Secondo la tradizione si può divenire strega per diritto di nascita o per arte impartita. Nel primo caso   ci sono le donne nate la vigilia di Natale o nella festa della Conversione di San Paolo. Chi invoca il diavolo la vigilia di Natale di fronte a uno specchio può diventare una strega. Un’istruzione nei metodi spesso viene invece impartita dalla madre alla figlia, ma non in via esclusiva; chiunque può imparare l’arte, anche coloro che conoscono una sola formula incantatoria possono farne uso. Quando una nuova strega ha completato la sua formazione, le due donne aprono una vena nei loro bracci; mescolato il sangue, la strega più anziana traccia una croce con esso sotto la coscia sinistra della sua allieva, la quale pronuncia: “Croce, croce, sciagurata sono.” Non c’è segno visibile per riconoscerle, si riconoscono guardandosi negli occhi; poi, quella che esce per prima saluta l’altra colpendola con la mano sinistra sulla spalla sinistra e semplicemente dice: “Me ne vo.” In cambio del potere che concede, il diavolo riceve la sua anima insieme a quelle di coloro che lei gli procaccia; in segno di fedeltà schernisce la religione e profana l’Ostia calpestandola. Ma ha l’intenzione di ingannarlo e salvare la sua anima all’ora della morte. Va a messa, riempie la sua stanza di immagini pie, di fronte alle quali, però, non pratica i suoi incantesimi. Nel suo agonia, chiama il prete, gli affida tutti i suoi strumenti da bruciare, poi si confessa e riceve l’assoluzione. Le sue compagne cercano di salvare alcuni degli oggetti più preziosi dalle fiamme. 

I Riti dell’acqua della Discordia

Le streghe sono molto ricercate nelle questioni amorose tra amanti e tra mariti e mogli, e per ripristinare l’amore tra genitori e figli. Usano un “acqua della concordia” e un “acqua della discordia”. Per riportare un amante infedele, la strega va di notte al cimitero, scava con le unghie il corpo di un assassino, con la mano sinistra taglia le tre articolazioni del dito anulare, poi riducendole in polvere in un mortaio di bronzo, le mescola con “acqua benedetta senza morte,” comprata in farmacia. L’amante dovrà spargere questa acqua sulla strada tra casa sua e quella della sua amata, e questo costringerà la persona amata a tornare. Un altra polvere molto potente si ottiene raschiando l’omero sinistro di un prete morto; la polvere viene poi racchiusa in un piccolo pacchetto e nascosta sull’altare dal chierichetto durante una messa pagata dalla strega. Per far avvicinare un amante, si può eseguire la seguente procedura: a mezzogiorno, afferrare con la mano sinistra un’anta o una porta della stanza, chiuderla rapidamente tre volte e poi colpire pesantemente il pavimento tre volte con il piede sinistro. Questa cerimonia viene ripetuta tre volte; alla fine, l’anta viene chiusa con violenza. Ogni volta che la porta o l’anta viene chiusa, dire: “Porta, che tu venga“; quindi, all’ultima chiusura, dire: “Prendilo, Diavolo, e non trattenerlo; poiché sei il Diavolo Zoppo, portami N– o vivo o morto.” Per impedire a un amante di interessarsi ad un altro, posizionarsi di fronte a un muro in modo che la propria ombra cada su di esso; parlare all’ombra come se fosse l’amante, dicendo: “Buona sera, ombretto, buona sera a me e buona sera a te; davanti a N- tutte brutte figure, ed io bella come una luna.” Nel parlare di sé stessi, toccare il petto; l’ombra, nel nominare l’amante; nel dire “bella”, toccare il viso; nel menzionare la luna, il muro. Le streghe possono rendere gli uomini impotenti. Preparano tre corde con nodi, una corda nera per la testa, rossa per il cuore, bianca per gli organi sessuali. Per causare dolore alla testa, afferrano la corda nera, fissano una stella e dicono: “Stella una, stella due, stella tre, stella quattro, unisco le cervella di N– e le unisco così saldamente che possa portare la morte per me.” Questo viene ripetuto cinque volte fuori dalla porta della strega. Per il cuore, dire: “Buona sera, buona sera, N– mio, dove sei stato? Il Diavolo non si è avvicinato a me; Diavolo, questa sera devi chiamarlo per me e portarmelo qui.

Afferrando la corda bianca, si dice: “Diavolo, io in mano ho questo laccio; io gli lego c–i e c-o, da nessuno possa f e ed impregnare; solo a questa f-a possa adorare.” Finita l’incantesimo, la corda deve essere indossata per mantenere i nodi intatti, perché se si scioglie, l’incantesimo si rompe. Un limone, un’arancia o anche una patata, infilzata con spilli di vari colori e chiodi, serve allo stesso scopo. Gli spilli e i chiodi vengono inseriti a mezzanotte all’aperto, profondamente o superficialmente, a seconda del male desiderato. In infilare ogni spilla, si dice: “Stella, stella, delle fore fore, diavolo quattro, diavolo nove, io questa spilla in testa a N- inchiodo, gliela inchiodo tanto forte che per me ne deve prendere la morte.” Poi vengono fatti nodi intorno ad alcune delle spine con una corda segretamente acquistata dalla strega per questo scopo specifico, rifiutandosi di ricevere il resto; se il venditore la richiama, gli dice che è pazzo. Nel fare i nodi alla corda, si dice: “Diavolo Zoppo, io metto questa spilla in testa di N- vivo o morto.” Poi l’oggetto viene nascosto per evitare un disincantesimo, come gettandolo in uno scarico o nel mare. Si utilizza anche la testa, il cuore o il fegato di un animale, la testa di un gallo per un uomo, di una gallina per una donna. Per impedire a un amante infedele di dormire, la donna si sdraia completamente nuda, afferra il polsino sinistro della sua camicia dicendo: “Rissa, rissa, diavolo, io mi vendo questa camicia, non me la vendo per denaro. Pulci, cimici, piattole e tafani e l’ortica campaiuola, da N- ve ne andate, ed allora pace possa trovare, quando questa camicia si viene aprire.” Poi, mettendo la camicia al centro del letto, si pone ai piedi, incrocia le braccia sul letto e le gira quattro volte in modo che l’ultima volta i palmi siano rivolti verso l’alto, dicendo: “Il letto di N– non lo vedo, non lo so. Ai piedi ci metto due candelieri, alla testa ci metto un capo di morte, nel mezzo due spine di Cristo.”

Me si ha da voltare, spesso e tanto deve voltare forte, che per me deve pigliare la morte.” Poi deve sdraiarsi senza parlare, altrimenti patirà molte sofferenze. Per allontanare un marito dalla sua amante, la moglie può andare a piedi nudi con i capelli sciolti a un incrocio, dove raccogliendo un sasso e mettendolo sotto il braccio sinistro dice: “Mi calo a terra e pietra piglio, tra M– e N– un grande scompiglio, e si vogliono acquietare, quando questa pietra qui sotto si viene a pigliare.” Fa la stessa cosa a un secondo incrocio, mettendo il sasso sotto il braccio destro; poi a un terzo mettendo il sasso tra il mento e il petto. Tornando a casa, getta i sassi nella fogna, in modo che non possano essere recuperati, dicendo: “M– allora con N– possa tu parlare, quando queste tre pietre qui dentro viene a pigliare.” Per attirare un amante, la strega fornisce un magnete avvolto con una corda annodata; deve essere indossato. Molto raccomandati sono i dolci contenenti, a seconda del caso, sangue mestruale o sperma. Un lucchetto serve anche per sottomettere una persona alla propria volontà. Aprirlo, dire: “N– di lontano ti vedo, da vicino ti saluto, ti chiudo e non ti sciolgo, se non farai tutta la mia voglia.” Poi chiudere il lucchetto, mettere una corda annodata intorno ad esso e tenerlo in un luogo sicuro. È possibile superare la protezione di medaglie sante o altri oggetti benedetti, specialmente se si può ottenere qualcosa che appartiene alla persona: un pezzetto di pelle, unghie o vestiti; inoltre, è necessaria la cooperazione di quattro o cinque streghe. Cantano insieme, una dicendo “Tu gli l’hai fatta, so gli la levo,” un’altra rispondendo “Tu gli la fai, e non gli la nego.” Le streghe si occupano anche di rompere gli incantesimi. Sospendendo un setaccio su delle forbici sotto il letto di un uomo reso impotente, la strega mette anche lì le sue scarpe incrociate; si provvede di un rosario senza medaglie o altri oggetti benedetti e un pacchetto di erbe non lavate. Poi strappa il pacchetto e sparge il contenuto a terra, dicendo: “Come sciolgo questo mazzo, così sciolgo questo c-o.”

Tuttavia, si crede che l’accuratezza letterale nella ripetizione degli incantesimi sia di massima importanza. Mi è stato mostrato una lingua cicatrizzata come conseguenza di un errore.

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