Viaggio tra i Musei delle Streghe: Il Museo di Peio (Trentino)

di Andrea Romanazzi

Il Museo delle Streghe di Peio, in Trentino, è un museo etnografico dedicato alla magia e stregoneria popolare. È il museo più piccolo della regione (35 mq), ed è sito a Pejo in Via XXIV Maggio, in un cortile interno. Raccoglie circa 400 reperti di provenienza trentina e veneta, italiana e internazionale: rappresentazioni, libri, amuleti, oggetti del quotidiano, con etichette e i pannelli illustrativi che permettono di orientarsi e avere informazioni specifiche su ogni reperto.

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Orsara di Puglia: Dalla processione dei morti a “dolcetto o scherzetto”

di Andrea Romanazzi

Dal XI secolo moltissimi sono i racconti popolari e i testi letterari che parlano dell’apparizione di una strana processione di defunti. Lungo le buie vie che conducevano le contadine del sud nei campi da lavoro, capitava loro spesso di vedere una chiesa aperta e illuminata e all’interno anime dannate che allontanano subito le viandante o le comunicano un messaggio per il mondo dei vivi.

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Milano e il culto dei Magi

di Andrea Romanazzi

Nel nostro viaggio nelle tradizioni e nei miti milanesi non si può non soffermarsi su tre misteriose figure i cui ricordi ancora oggi sono presenti nella antica chiesa di Sant’Eustorgio: i re Magi.  La leggenda narra che i resti mortali dei tre sovrani furono recuperati in India da Sant’Elena e  poi portati a Costantinopoli da dove poi, nel 1034, furono trasportate a Milano  e depositate proprio nella chiesa di Sant’Eustorgio ancora oggi luogo di pellegrinaggio.

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Gubbio e il Mistero di San Francesco e il Lupo

di Andrea Romanazzi

“…Al tempo che santo Francesco dimorava nella città di Agobbio, nel contado d’Agobbio apparì un lupo grandissimo, terribile e feroce, il quale non solamente divorava gli animali, ma eziandio gli uomini; in tanto che tutti i cittadini stavano in gran paura, però che spesse volte s’appressava alla città; e tutti andavano armati quando uscivano della città, come s’eglino andassono a combattere, e con tutto ciò non si poteano difendere da lui, chi in lui si scontrava solo.

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La Strega di Bergamo: Un’inedita testimonianza secentesca

di Andrea Romanazzi

Per questo articolo sulla stregoneria prendiamo spunto da un antico manoscritto secentesco, ad oggi Inedito, che narra le vicende di una strega bergamasca. Prima di addentrarci in questo racconto, però facciamo prima un po’ di chiarezza sul fenomeno della stregoneria.

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Tradizioni Pugliesi: I primi di Tradizione del 24 Dicembre

di Andrea Romanazzi

La prima aria di Natale si avvertiva il dì di san Nicola, il 6 dicembre, scrive Alfredo Giovine. Le famiglie iniziavano a fare “economia” per sostenere le spese delle festività e i bambini a conservare le monetine che sarebbero servite per i giochi di carte o per la tombola ammassando così montagne di monete.

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Abruzzo misterioso: I Marsi e il rituale dei Serpari

di Andrea Romanazzi

Il primo giovedì di Maggio si svolge, nel borgo di Cocullo, l’interessantissima festa dei serpari, rituale di origini pagane incentrato attorno alla figura di San Domenico.

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Grosseto: una leggenda di Fantasmi toscana

A pochi km a sud di Grosseto le colline dell’Uccellina porgono la schiena al mare e si rivolgono alla piana sottostante, come a difenderla. Sul profilo verde dei monti, a tratti quasi regolari, svettano massicce torri quadrangolari, figure grigie dagli occhi ciechi, ad interrompere il morbido velluto della macchia mediterranea. E’ in una di queste torri che abitava la giovane , figlia di un comandante che con la sua guarnigione vegliava, occhi al mare, che non si profilassero all’orizzonte navi saracene con il loro carico di morte e saccheggio.

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Antiche Madri nel bacino del Mediterraneo

di Andrea Romanazzi

La Dea Madre è stata probabilmente la prima divinità immaginata dall’uomo e, anche se così non fosse, è indubbiamente quella più presente in tutte le culture del mondo antico. In tutto il Bacino del Mediterraneo, includendo anche l’area Mediorientale sono state ritrovate statuette, terracotte, incisioni, raffiguranti la Grande Dea già a partire da 30.000-25.000 anni prima di Cristo, usanza poi pian piano scomparsa verso il 3.000 a.C. con l’avvento delle popolazioni Indoeuropee veneratrici delle divinità maschili padrone delle armi e delle fucine.

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