Culti e Luoghi delle Rocce Coppellate tra le Alpi Piemontesi

Le Montagne e i boschi alpini raccontano da sempre storie di antichi culti e religioni. E’ infatti su queste rocce moreniche, enormi blocchi di roccia residuo dei movimenti glaciali, che l’Antico inciderà degli incavi o coppelle. Intendiamo per coppelle quegli incavi artificiali di forma semisferica che venivano intagliati, spesso per picchiettamento o sfregamento, sulle rocce a mò di ciotola rudimentale. Ad esse erano spesso associati i già visti motivi a rete, a croce, spirale o zig-zag. La roccia coppellata non è semplicemente un orpello, per le popolazioni preistoriche era immagine del ventre umido della Grande Madre, la divinità della e della fertilità, e le acque in esse raccolte venivano utilizzate ancora fino al secolo scorso dalle donne per sfregarsi il ventre affinchè favorissero la fertilità. Le realizzazione della cavità era dunque un modo di riproporre l’immagine della stessa divinità naturale nella quale, poi, raccogliere il suo “umore”.

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VENEZIA: I MISTERI DELLA LAGUNA Tra spettri, Graal e magi occultisti

di Andrea Romanazzi

Quando si parla di Venezia vengono subito in mente le immagini delle bellissime gondole che vagano per i canali e la dolce atmosfera romantica che la avvolge, ma tra i campi e i calli gremiti di turisti si nascondono antiche leggende, misteri insoluti, ombre di antichi personaggi che rendono la città fortemente inquietante in questa sua gotica disinvoltura. Sarà seguendo così le tracce di questi enigmi che si perdono nella notte dei tempi che riusciremo ad entrare in contatto con il genius urbis che come novello Virgilio ci porterà tra le pieghe del tempo al cospetto di tradizioni mai dimenticate come il Graal e Cagliostro, Casanova e l’Inquisizione che ci faranno cambiare idea sul comune soprannome di “Serenissima”.

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Il Culto dei Morti a Napoli: Anime Pezzentelle e Leggende

di Andrea Romanazzi

Passeggiando tra i vicoli del rione Sanità di Napoli, ci si può imbattere, tra l’altro, in curiose cappellette, note come “grotte” delle anime del purgatorio. All’interno di queste la scena che si presenta è sempre la stessa, anime oranti avvolte tra le fiamme che a braccia aperte cercano una preghiera a loro dedicata, quella che in napoletano è definita “rinfresco”, ovvero una sorta di sollievo dalle pene inflitte dal calore del fuoco che le attornia. Già nella fine del ‘600 compare l’idea che le anime purganti avessero bisogno di tali “sollievi” per poter accelerare la loro ascesa al Paradiso e che, in cambio delle preghiere dei viventi, queste potessero ricambiare con grazie e favori ottenuti per intercessione. Cosa si nasconde dietro questo culto? Che legame c’è con alcune tradizioni sudamericane? Prepariamoci ad un viaggio nel mondo dei defunti.

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ITINERARI MISTERIOSI A ROMA: Tra antiche maledizioni, fatture, fantasmi e anime inquiete

di Andrea Romanazzi

La città di Roma da sempre ha esercitato sull’Uomo un certo fascino, essa è il luogo ove arte, cultura e antiche tradizioni sono mescolate tra loro in un indivisibile connubio, ma la capitale è una città “particolare” e misteriosa sotto molteplici aspetti. Scopo di questo articolo così è disegnare un “itinerario del mistero” tra le vie della capitale, tra strane entità e culti misterici.

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Una leggenda Ligure sulle Fate delle pozze

Esistono racconti nel folklore italiano che parlano di Fate che lavano i panni nei fiumi e nelle sorgenti. Ogni volta che un uomo, pastore o contadino, si imbatteva in queste figure, perdeva la vita. Le “lavandaie” possono essere fate, streghe o fantasmi, certamente creature dell’acqua. Sono donne viste nei pressi di una sorgente a lavare i panni. Si fanno aiutare dai viandanti incauti, che sono così costretti a strizzare i panni finché si ritrovano spezzate le ossa delle braccia. Questa leggenda è propria della Liguria.

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Il culto dei Defunti e la ritualistica Magico-Popolare

di Andrea Romanazzi

Il culto dei morti è da sempre elemento fondamentale di tutte le culture sacre subalterne popolari ed eccezionalmente presente in molti aspetti folkloristici attuali. Questa ricerca sull’antropologia del lutto, partendo dall’esame di una tradizione popolare lucana, quella del lamento funebre, presente però anche in altre località italiane, ha lo scopo di individuare un archetipo comune al rituale funebre del cordoglio e alle sue varie manifestazioni, dal lamento funebre al tipico pasto del “consolo”.

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La Magia del Corallo: Quando Gesù necessitava di un Amuleto

di Andrea Romanazzi

Nella tradizione magico-popolare italiana è diffusissimo l’utilizzo di amuleti di varia natura. Questo articolo approfondisce il tema del corallo e della sua magia e di come esso sia presente in molte opere pittoriche rinascimentali

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