di Andrea Romanazzi
Il santuario di Altötting, situato nella pittoresca Baviera, è uno dei luoghi di pellegrinaggio mariano più antichi e venerati in Germania. La sua storia è profondamente intrecciata con la devozione alla Madonna di Altötting, una statua lignea che raffigura la Vergine Maria con il Bambino Gesù, scolpita con maestria nel legno e oggi posta in una cappella all’interno del santuario.
La storia del santuario risale al 876, quando il vescovo di Ratisbona fece costruire una cappella per custodire la statua della Madonna. La statua odierna, d alta 66 cm, risale però all’anno 1330, e, secondo la tradizione, raggiunse Altötting attraverso il convento dei cistercensi di Raitenhaslach.

Dal 1518, la Madonna di Altötting indossa abiti pregiati noti come Gnadenröckln o la sottana sacra. Questa pratica vede la Madonna adornata con vesti diverse in base alle festività liturgiche. Le principesse del Casato Wittelsbach spesso offrono il proprio vestito da sposa dopo le nozze, precedute da un pellegrinaggio ad Altötting, per la creazione di sottane sacre di grande valore. Alcuni esemplari particolarmente preziosi sono esposti nel museo del pellegrinaggio Wallfahrtsmuseum. Dal 11 settembre 2006, lo scettro della figura sacra della Madonna di Altötting è anche ornato dall’anello vescovile di Papa Benedetto XVI che durante una visita pastorale pregò nella cappella sacra Gnadenkapelle e come segno della sua profonda devozione e legame con il santuario mariano, lasciò il suo anello di ametista incastonato in oro, un regalo ricevuto dai suoi fratelli Maria e Georg in occasione della sua ordinazione vescovile a Monaco di Baviera nel 1977.

Una altra particolarità è che la Madonna di Altötting, venerata nel santuario omonimo in Baviera, è nota per essere una “Madonna Nera”, termine utilizzato per descrivere rappresentazioni della Vergine Maria caratterizzate da una carnagione scura o nera. Questo particolare aspetto fisico della statua aggiunge un elemento distintivo alla sua devozione e aggiunge ulteriore significato alla sua venerazione. Secondo varie teorie i culti delle Madonne Nere, spesso assicati ad ordini cavallereschi come i Templari o i Teutonici, indicherebbero luoghi già dediti a culti femminili pagani legati alla Grande Madre. I primi missionari cristiani, questi trasformarono l’immagine delle antiche dee nella Vergine Maria dando vita alla tradizione delle Madonne nere, “nigra sum sed formosa”, il cui colore scuro, ben lungi dall’essere associato al “male” richiamerebbe fortemente quello del suolo sacro.
Pellegrinaggi e Miracoli
Nel 1489, si registrarono due Apparizioni della Madonna a Altötting. Secondo la tradizione locale, durante quell’anno, un bambino di tre anni, annegato nel fiume nelle vicinanze, ritornò miracolosamente in vita per l’intercessione della Vergine di Altötting. Il primo pellegrinaggio ad Altötting ebbe inizio proprio in quell’anno, ispirato dai racconti di due guarigioni miracolose spettacolari. Da allora, il flusso costante di pellegrini non si è mai interrotto. Assieme a Lourdes, Fatima, Czestochowa e Loreto, Altötting è annoverato tra i cinque cosiddetti ‘Santuari d’Europa’. Da quel primo segno di grazia, la Madonna di Altötting ha continuato a dispensare nel corso dei secoli numerose grazie, visibili ed invisibili, a numerosi fedeli. Molti hanno visto esaudite le loro richieste in questo luogo sacro, trovando rinvigorimento della fede e sollievo nelle loro prove. L’aiuto materno di Maria a una famiglia in difficoltà segnò l’inizio di una continua processione di pellegrini che, per oltre 500 anni, si sono diretti a questo santuario per venerare la Madre di Gesù, condividere gioie e dolori, e trovare conforto nelle difficoltà e sofferenze della vita.
Un evento miracoloso, risalente al 1489 secondo la tradizione, ha conferito fama mondiale alla Cappella delle Grazie di Altötting come destinazione rinomata per pellegrinaggi mariani. In questa circostanza, un bambino di tre anni cadde in un torrente, venne trascinato via dalla corrente e fu recuperato privo di vita dopo mezz’ora. La madre, nel disperato tentativo di salvare il figlio, portò il suo corpicino senza vita nella vicina Altötting, deponendolo nella cappella ai piedi della Madonna delle Grazie. In un atto di fede struggente, iniziò a pregare insieme ad altri fedeli, e miracolosamente, il bambino ritornò alla vita. Da allora, il santuario ha subito numerosi ampliamenti e ristrutturazioni, diventando un luogo di culto sempre più imponente nel corso dei secoli. Ci sono diverse leggende e storie legate alla Madonna di Altötting che contribuiscono alla sua sacralità. Una delle leggende narra che la statua fu miracolosamente ritrovata nel fiume Inn, indicando la volontà divina di stabilire un luogo di devozione in quel luogo specifico. Questo evento rafforza la fede dei devoti, convincendoli della presenza e della protezione della Madonna di Altötting.
Tradizioni Magico-Popolari di Altotting
Molti credono che le preghiere pronunciate in questo luogo siano particolarmente efficaci, e le testimonianze di grazie ricevute contribuiscono a mantenere viva la devozione. il Villiers in “Amuleti e Talismani”, edito Hoepli ci descrive, ad esempio, l’usanza di acquistare statue di argilla della vergine per poi raschiarle con il coltello e berne il contenuto in un bicchier d’acqua per guarire dalle malattie intestinali. Altro interessante rituale era la distribuzione di piccole scatolette contenenti l’Agnus Dei, un tesoro di protezione e benedizione personale.

Cosa è l’Agnus Dei e la sua Diffusione
Tra gli amuleti “cristiani” utili ad allontanare il male troviamo poi l’Agnus Dei, un medaglione di cera con impressa l’effigie dell’agnello della Resurrezione. Conosciuti dal secolo IX, erano inizialmente di forma rotonda, anche se dopo il Cinquecento assunsero forma ovoidale. I dischi di cera venivano preparati il sabato santo alla presenza del Papa utilizzando il cero pasquale dell’anno precedente insieme a nuova cera benedetta e al crisma e distribuiti il sabato successivo (sabato in albis).

In origine essi erano vere e proprie candele a forma di un agnello, con tanto di stoppino. Dal IX secolo, però, l’agnellino si appiattisce in un oggetto bidimensionale: la cera viene fatta colare in forme ovali raffiguranti, da un lato, l’agnello di Pasqua e, dall’altro lato, immagini di santi o altri simboli religiosi. L’Agnus Dei, tradotto dal latino come “Agnello di Dio”, è un simbolo ricco di significato teologico che ha radici profonde nella tradizione cristiana. Questo simbolo rappresenta solitamente un agnello con una croce, e spesso è accompagnato dalla scritta “Agnus Dei, qui tollis peccata mundi” (Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo). Esploriamo le origini e il significato dell’Agnus Dei nel contesto della fede cristiana. Le origini dell’Agnus Dei possono essere fatte risalire alla Bibbia, in particolare al Nuovo Testamento. Nel Vangelo secondo Giovanni (1:29), Giovanni il Battista, vedendo Gesù, esclamò: “Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo!” Questa testimonianza di Giovanni stabilisce il collegamento tra Gesù e l’agnello come simbolo di sacrificio e redenzione. L’Agnus Dei, simbolo cristiano ricco di significato teologico, ha una storia antica e profonda. Il suo utilizzo liturgico si concretizza in una rappresentazione dell’agnello con una croce, spesso accompagnato dalla preghiera “Agnus Dei, qui tollis peccata mundi” (Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo). Questo simbolo trae le sue origini dal Nuovo Testamento, in particolare dal Vangelo secondo Giovanni, dove Giovanni il Battista identifica Gesù come l’agnello di Dio.

Si ritiene che questo simbolo, quando utilizzato con devozione, possa proteggere dalle forze maligne, facilitare il parto e portare benefici ai bambini malati. La preghiera del Papa Urbano V, “Agnello di Dio, abbi pietà di noi, che togli i nostri peccati, abbi pietà di noi!”, è considerata efficace nell’ora del pericolo. Gli Agnus Dei, come gli altri sacramentali, come l’olio e l’acqua santa, conservano la benedizione della Chiesa e la loro potenza, influenzando la vita spirituale dei fedeli. Secondo le Costituzioni Apostoliche, l’Agnus Dei può essere consacrato solo dal Papa, non deve essere dorato o dipinto, e non può essere venduto. La sua presenza in casa è vista come una protezione per gli abitanti.

Tornando al santuario di Altötting, la tradizione ricorda un rituale speciale durante il periodo pasquale, quello di ritirare delle scatolette in argento dentro le quali era conservata una piccola medaglia di cera raffigurante l’Agnus Dei benedetto. Questi piccoli scrigni sacri, chiamati affettuosamente “scatolette dell’Agnus Dei”, diventavano tesori personali per i fedeli, simboli tangibili della protezione divina. La loro distribuzione avveniva in un contesto di festa e devozione, durante eventi speciali nel santuario, attirando pellegrini da luoghi lontani desiderosi di ricevere questa benedizione unica.





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