Mitologia Brasiliana autoctona: Le tre Madri Ancestrali

di Rafael Noleto

Il Brasile è una nazione enorme e carica di spiritualità. In particolare il Piauí è uno stato situato nella parte nord-orientale del paese, nella regione del sertão. Lo Stato è ricco di siti archeologici, fra cui il Parco Nazionale di Capivara, dove sono conservati i resti di civiltà amerindie preistoriche. Oggi il parco presenta una densa concentrazione di pitture e incisioni rupestri  in ripari sotto roccia, attribuiti a popolazioni di cacciatori-raccoglitori.

Gli altri siti sono accampamenti, villaggi di agricoltori-ceramisti, siti funerari e siti paleo-archeologici. Questi luoghi  hanno portato alcuni archeologi sudamericani e statunitensi a mettere in discussione o quantomeno a rivedere la teoria di Clovis secondo la quale l’homo sapiens avrebbe raggiunto per la prima volta il continente americano attraverso lo stretto di Bering 10.500-13.000 anni fa ma fanno ipotizzare una presenza umana locale. All’epoca dei contatti europei, le popolazioni  autoctone erano tradizionalmente per lo più tribù semi- nomadi che vivevano di caccia , pesca , raccolta e agricoltura . Molte delle circa 2.000 nazioni e tribù che esistevano nel 16 ° secolo hanno sofferto l’estinzione come conseguenza dell’insediamento europeo e molti sono stati assimilati nella popolazione brasiliana . E’ tra queste antiche popolazioni che ritroviamo una spiritualità autoctona tutta brasiliana. Questo articolo è un approfondimento su tre antiche divinità femminili brasiliane.  Queste divinità hanno grande potere magico, estremamente legato alla discendenza indigena brasiliana e, quindi, meritano la nostra attenzione. La più importante, per età, è YANUBÊRI rappresentata come “nonna”.

È una dea indigena, molto potente, sacerdotessa e comandante delle feste di  flauto. È lei che permette l’accesso ai misteri di Jurupari, il Dio brasiliano della magia e dei “Incantati”.  Secondo un mito di Mundurukú, Yanubêri aveva due fratelli più giovani: Marimarabê e Mariburubê, ai quali concedeva il permesso di entrare a “Ekca”, casa di culto dove venivano custoditi i sacri flauti del villaggio. Precedentemente, Ekca era abitata solo da donne, ed era fatto divieto agli uomini di entrare. Dall’ingresso dei due fratelli nella casa e dal furto di alcuni flauti iniziò la condivisione del potere anche con gli uomini.  Nonostante questo, la “società delle donne” non scomparve. Nel Piaganismo, la religione del Piuaì, Yanubêri è evocata per questioni legate all’apertura della visione e dei cammini. Rende accessibile ciò che è inaccessibile a coloro che sono degni. Come offerta, riceve flauti di bambù, fischietti, ciotola (cuia) con macaxeira (Manihot esculenta), miele, pesce avvolto in foglie di banana. Nella religiosità locale un’altra “nonna” è presente. E’ YEBÁ BELÓ , considerata la “Nonna dell’Universo”.

È quella che ci aiuta a sviluppare la maturità, la saggezza di fare le scelte giuste, di trovare soluzioni ai problemi che ci affliggono. Secondo il mito, Yebá Beló è stata creata dal mondo invisibile attraverso utensili magici. Dopo essere emersa, ha creato la luce, attraverso tre tuoni. Dal primo tuono arrivò Emeko, un essere invisibile che usò l’energia degli altri due tuoni per creare il Sole, l’Uomo e gli animali. E’ Yebá Beló ad aver creato la Terra usando i semi del suo seno sinistro e fertilizzando la terra con il latte del seno destro. L’insediamento di questo nuovo mondo avviene quando due indigeni, Curu e Rairu, inviati da Tupã, trascinano la gente con una corda estesa, che li porta ad abitare la terra. Nel Piaganismo, Yebá Beló accetta come offerta ciotola (cuia) con latte naturale, mais cotto, cereali e semi, oltre a canti e preghiere. Non manca poi la dea “Sciamana”,  la Dea strega che possiede il dono del curandeirismo (guarigione). 

Conosciuta come “La donna porpora”, Yushã potrebbe essere stata una antenata divinizzata, dato che era responsabile dell’insegnamento della magia curativa agli sciamani Kaxinawás. Con l’aiuto del consiglio di Yushã Kuru furono creati i primi rimedi e veleni, con l’aiuta delle foglie e degli elementi naturali. Lei è l’intenditrice di foglie che curano tutti i mali, sia le punture di animali velenosi che le malattie di uomini e animali. Secondo il mito, Yushã Kuru decise che avrebbe insegnato la sua conoscenza delle erbe a suo nipote, con cui condivideva tutti i suoi segreti, iniziandolo nei misteri della foresta. Forse è questa la nascita del primo sciamano. Con la saggezza di Yushã, è possibile benedire e maledire, stregare o prendere gli spiriti maligni della persona. Nel Piaganismo, Yushã Kuru aiuta nella guarigione e nella pulizia spirituale. Lei riceve come offerta sigaro o anelli di tabacco, pacco di erbe, incensi a base di erbe e canzoni.

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