La Encantaria Brasiliana

di Rafael Noleto

Questo articolo è una introduzione all’affascinante insieme di pratiche magiche, credenze e rituali brasiliani che descriveremo qui come “Encantaria”. Più che un piccolo trattato l’idea è quella di essere uno stimolo per cercare, se interessati, nuove informazioni e per conoscere meglio questo culto poco noto mantenuto in vita solo per tradizione orale.

Tra la grande diversità di sette e culti presenti nel vasto Brasile, esiste una manifestazione comune, diffusa soprattutto nel nord-est, conosciuta appunto come “Encantaria”, che, nonostante le sue similitudini con il culto di Umbanda, si presenta molto diversa, perchè nasce come un culto tipicamente brasiliano, influenzato della cultura indigena Tupi-Guarani.  Caratteristica del culto è la sua stretta relazione di amore e devozione verso la natura che si manifesta all’uomo attraverso spiriti ed entità legate al mondo animale e vegetale. A seconda dell’area geografica il culto dell’Encantaria può essere conosciuto con un nome diverso. Nel nord del Brasile, è noto come “Pajelança”, nello stato del Maranhão e di Piauí, viene chiamato “Terecô”, “Catimbó” o “Jurema”. É impossibile parlare dell’Encantaria come un culto uniforme, perchè la diversità è la sua principale caratteristica. In ogni centro di culto i fedeli evocano le divinità in un modo non omogeneo, influenzati soprattutto dalle differenze etniche. Cosa è dunque “Encantaria”? La risposta non è agevole, perchè per capirlo bisognerebbe immergersi profondamente nello studio delle pratiche e degli elementi religiosi di queste aree. L’Encantaria non ha un rituale di iniziazione e nemmeno una dottrina specifica. Nel senso più ampio del termine “Encantaria”, può essere definita come un insieme di pratiche basate sul culto di entità che risiedono in mezzo agli uomini chiamati Encantados ovvero Incantati. Questi sono la manifestazione di energie misteriose, non sono né Orishas né Exùs, ma possono essere considerati l’unione dei due. Possiamo indivuduare tra gli Incantati varie categorie, spiriti delle piante, del vento, del fuoco, nonché esseri sovrannaturali che visitano i viventi periodicamente e che, attraverso sensitivi e medium aiutano gli uomini. Queste entità vivrebbero in particolari regni legati alla loro caratteristica naturale.  Secondo la credenza popolare, la principale dimora degli Incantati è nel “fondo”,  un regno sotterraneo, conosciuto con il nome di “Encante”, ma anche qui vi è una profonda diversificazione tra i Culti. I fedeli della Encantaria, credono che esistano veri e propri luoghi fisici, in determinate regioni del Brasile, abitati dagli Incantati. Per esempio, nella regione Paraense , più specificamente nella zona dei fiumi e della isola di Marajó , molte persone credono esistano luoghi abitati dagli spiriti dell’Incanto. Queste entità sarebbero invisibili agli occhi umani, ma possono manifestarsi in vari modi. Ecco così che possiamo anche trovare Incanti con le sembianze di Angeli, principi e principesse, indigeni (caboclos), boiadeiros (cowboys), guerrieri, nobili, rogues, europei, bambini e schiavi

Fig.1 Raggiugurazioni degli spiriti dell’acqua

 

Il rituale della Jurema, che rientra appunto nelle varie “linee” dell’encantaria brasiliana,  nasce presso tribù indigene amazzoniche i cui culti erano basati sull’adorazione di Monan (il Dio principale), Tupã (Dio del fulmine), Yara (Dea delle acque, fiumi, laghi), e Curupira (protettore della foresta).   Il termine deriva dall’abitudine degli indigeni di venerare le loro divinità vicino a un albero chiamato appunto Jurema (Acacia nigra), da cui si preparava una bevanda magica mentre si usava il suo sacro legno per costruire gli strumenti magici e l’altare. I rituali non sono standardizzati, si rivolgono quasi sempre a entità naturali evocati utilizzando le maracá, un tipo di sonaglio indigeno, il fumo di sigari di tabacco, noti come i Cachimbos, campanelle metalliche nonché musiche e canti chiamati Toadas, vere e proprie invocazioni verso gli Incantati per richiamarli tra gli uomini dalle loro dimore sacre. Infatti nella tradizione Jurema esisterebbero numerosi luoghi magici abitati da divinità e incantati. Nella più diffusa tradizione le città magiche sono sette: Jurema, Vajucá, Junça, Angico, Aroeira, Manacá e Catucá, da cui appunto, quando invocati, si muoverebbero gli spiriti disincarnati.

13.2 Encantaria del “Tambor de Mina”

 

Gli Incantati venerati nel Tambor di Mina sono suddivisi in famiglie. Ci sono due vie magiche quella degli Encantari gentil, caratterizzata dal culto di incantati che appartengono alle famiglie di re, regine, principi, principesse e nobili, e l’Encantaria cabocla, caratterizzata dal culto a incantati che appartengono al lignaggio degli indigeni. Si contano 21 famiglie tra le principali troviamo la famiglia del Lençol,  riferimento ad una formazione geologica  che caratterizza diverse aree del Brasile, la famiglia della Turquia, la famiglia di Codó , la famiglia della Gama, del Juncal, una famiglia di spiriti di origine austriaca, della Mata, ovvero della foresta, dei Marinheiros, e ancora la famiglia delle Caravelas, ovvero dei pesci magici, famiglia di Cobras, la famiglia dei Surrupiras, che raccoglie gli spiriti degli indigeni, famiglia di Botos, una specie di delfini, della Baía e della Caxias , in riferimento agli omonimi stati e municipi (fig.12).

Per alcuni, lo Jarê è una ramificazione del Candomblè, ma in realtà, presenta sue caratteristiche peculiari. Un esempio è  il rituale della Festa di Jarê, una grande celebrazione dove i fedeli adorano varie entità, incantati, Orisàs e spiriti amici, attraverso danze e canti specifici per ogni entità invocata. Il principale proposito del rito è evitare l’influenza spirituale negativa, curare i mali provocati dagli spiriti malvagi e, a volte, esorcizzare gli Encostos, ovvero gli spiriti di defunti o incantati malvagi che possono possedere il corpo dei viventi. Si venerano diverse entità, suddivise anche qui in famiglie o linhagem.

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