di Dom Rafael Nolêto

Nota della Redazione: Esiste un Paganesimo autenticamente brasiliano? Per molti potrebbe sembrare un paradosso, eppure nel cuore del Piauí è nata una delle esperienze religiose più originali del panorama neopagano contemporaneo. Siamo lieti e onorati di ospitare sulle nostre pagine un contributo dell’amico Rafael Noleto, giornalista e saggista brasiliano, tra i più autorevoli studiosi del Paganesimo contemporaneo in Sud America. In questo articolo ci accompagna alla scoperta del Piaganismo, una delle più interessanti e originali esperienze religiose nate in Brasile negli ultimi decenni, offrendo uno sguardo documentato su una spiritualità profondamente radicata nella natura, nella memoria e nell’identità culturale del suo Paese.

di Dom Rafael Nolêto

All’alba, quando il sole comincia a illuminare le palme di babaçu e la vegetazione della Mata dos Cocais, nel Nordest del Brasile, un gruppo di persone vestite di bianco e verde si riunisce attorno a un altare. Ci sono fiori, semi, frutti, candele, immagini di divinità e simboli legati ai cicli della terra. Si canta, si recitano preghiere e si celebrano gli dèi, gli antenati e gli spiriti che, secondo la tradizione locale, abitano il territorio.

La scena si svolge nella Vila Pagã, nella zona rurale di José de Freitas, nello Stato del Piauí. Non si tratta semplicemente di un luogo destinato a cerimonie occasionali: è il principale centro religioso del Piaganismo, una religione politeista contemporanea nata in Brasile dal desiderio di ricostruire un legame spirituale con la terra, con la natura e con le molte radici culturali che hanno formato il Paese.

La storia del Piaganismo comincia nei primi anni del XXI secolo, ma nasce da una ricerca molto più antica e personale: comprendere che cosa significhi essere pagani in Brasile senza limitarsi a riprodurre integralmente religioni nate in altri territori.

Per molti anni, il neopaganesimo brasiliano è stato fortemente influenzato da tradizioni europee, soprattutto dalla Wicca, dal Druidismo, dall’Ellenismo, dal Paganesimo romano e dalle religioni nordiche. Queste vie hanno avuto un ruolo importante nella diffusione del pensiero pagano contemporaneo. Tuttavia, rimaneva una domanda fondamentale: sarebbe stato possibile costruire una tradizione politeista capace di dialogare direttamente con la storia, la memoria e la realtà culturale brasiliana? Da questa domanda nacque il Piaganismo.

Un Paganesimo propriamente brasiliano

Il termine “Piaganismo” deriva dalla parola piaga, presente nella letteratura brasiliana per indicare il sacerdote, il saggio o l’intermediario spirituale dei popoli indigeni. Il vocabolo divenne particolarmente conosciuto attraverso il poema O Canto do Piaga, dello scrittore romantico brasiliano Gonçalves Dias.

A partire dal 2007, un gruppo di neopagani del Piauí iniziò a organizzare, studiare e sistematizzare una nuova esperienza religiosa, chiamata inizialmente Paganesimo Piaga e successivamente Piaganismo. La formazione di questa tradizione e la costruzione della Vila Pagã sono state analizzate in una ricerca di master dell’Università Federale del Rio Grande do Norte, dedicata alle esperienze neopagane sviluppate nel Piauí tra il 2007 e il 2021 (A. E. B. Sousa, O neopaganismo em terras de piagas: experiências neopagãs, aspectos formadores do Piaganismo e a construção da Vila Pagã no Piauí, Universidade Federal do Rio Grande do Norte, 2021).

Il Piaganismo è caratterizzato da tre fondamenti principali: il politeismo, la sacralizzazione dei cicli della natura e il culto della memoria ancestrale.

I suoi seguaci riconoscono l’esistenza di molte divinità e comprendono la natura non come un semplice scenario della vita umana, ma come una realtà viva, sacra e popolata da presenze spirituali. La terra, le acque, gli alberi, le palme, gli animali, il sole e i fenomeni naturali partecipano a una grande rete di relazioni tra esseri umani, dèi, antenati ed esseri incantati.

Questa visione ha dato origine a un calendario liturgico formato da otto grandi celebrazioni annuali, associate ai cicli solari, agricoli e stagionali vissuti nella realtà del Nordest brasiliano. Sono momenti dedicati alla vita, alla luce, ai fiori, alla fertilità, al sole, ai cereali e alla paglia, alle palme e alla memoria degli antenati.

Non si tratta, tuttavia, di ricostruire artificialmente una religione precoloniale perduta. Il Piaganismo si presenta come una religione contemporanea, consapevole della propria epoca e della complessità storica del Brasile.

Una spiritualità nata dall’incontro tra popoli

Uno degli elementi che maggiormente distinguono il Piaganismo da numerose altre tradizioni neopagane è la sua multiculturalità.

Il Brasile non è stato formato da una sola origine. La sua identità è il risultato dell’incontro, spesso doloroso e conflittuale, tra numerosi popoli e civiltà. Alle culture indigene autoctone si unirono le culture africane giunte nel Paese attraverso la diaspora forzata e la schiavitù, oltre alle tradizioni di portoghesi, italiani, tedeschi, polacchi, spagnoli, giapponesi, arabi e di molti altri gruppi migratori.

Il Piaganismo cerca di contemplare questa pluralità senza cancellare le differenze tra le culture. Nella sua visione, le diverse eredità non devono essere confuse o ridotte a un insieme indistinto. Devono essere conosciute, rispettate e messe in dialogo.

Per questo motivo, nella stessa comunità possono essere onorate divinità appartenenti a differenti tradizioni, accanto agli antenati brasiliani, agli esseri del folclore, agli spiriti delle foreste e alle entità legate ai paesaggi regionali.

Una ricerca pubblicata dall’Università Federale del Pará ha analizzato proprio questo processo di ibridismo culturale, evidenziando l’incontro tra influenze europee, indigene, africane e narrazioni popolari regionali. Lo studio sottolinea inoltre il ruolo delle entità della Mata dos Cocais e della letteratura popolare nella costruzione dell’identità religiosa piaga (Nico Gerhardt dos Santos, Entre cordéis e encantados: interagências e hibridismos no Paganismo Piaga, Caderno 4 Campos, Universidade Federal do Pará, 2025).

Questa multiculturalità rende il Piaganismo profondamente brasiliano. La sua identità non nasce dalla ricerca di una presunta purezza culturale, ma dalla capacità di riconoscere le molte memorie che convivono nel Paese.

Dal sogno alla costruzione di una comunità

Il Piaganismo non sarebbe diventato una religione strutturata senza la creazione di una comunità e di un territorio sacro.

Nel 2014 iniziò a consolidarsi la Vila Pagã, costruita nella zona rurale di José de Freitas, a circa trenta chilometri dalla capitale Teresina. Il luogo, circondato dalla vegetazione della Mata dos Cocais, si sviluppò gradualmente attraverso il lavoro volontario, le contribuzioni dei partecipanti e l’impegno di persone che credevano nella possibilità di costruire un centro religioso politeista permanente.

Nel corso degli anni furono realizzati templi, santuari, giardini, sculture, aree di accoglienza, spazi culturali e boschi tematici. La comunità è stata anche oggetto di reportage della stampa brasiliana, che ha documentato le sue celebrazioni, le sue strutture e il processo di formazione di una religione neopagana con caratteristiche proprie (Neopaganismo piaga, rivista piauí, maggio 2022).

Oggi il principale spazio liturgico è il Templo Piaga, dove vengono celebrate le cerimonie comunitarie, le iniziazioni, le preghiere e le principali festività del calendario religioso.

Un altro luogo importante è il Templo das Almas, dedicato alle “anime benedette” venerate dalla tradizione piaga e dalla religiosità popolare brasiliana: persone che, dopo la morte, sono state ricordate dalla devozione collettiva come protettrici, guaritrici o intermediarie spirituali. Questo culto preserva una dimensione molto particolare della cultura religiosa brasiliana, nella quale la memoria dei morti continua a partecipare alla vita della comunità.

La Vila Pagã ospita anche una biblioteca specializzata in Paganesimo, politeismo, mitologia, folclore, storia delle religioni, archeologia e tradizioni spirituali. Il suo obiettivo è preservare un patrimonio letterario che spesso non trova spazio nelle biblioteche tradizionali e offrire fonti di studio alle nuove generazioni.

I boschi tematici costituiscono un’altra caratteristica del luogo. Attraverso sentieri, altari, dipinti e sculture, essi rendono omaggio a differenti eredità politeiste. Esistono spazi dedicati, tra le altre, alle tradizioni slave, africane, iberiche e romane.

Per un visitatore italiano, il bosco romano rappresenta certamente uno dei punti più significativi. Al suo interno si trova un santuario dedicato a Giano, il dio delle porte, dei passaggi, degli inizi e delle trasformazioni. Dipinti e immagini mettono in dialogo divinità indigene e romane, mostrando simbolicamente come culture nate in territori lontani possano incontrarsi senza perdere la propria identità.

La presenza romana nella Vila Pagã non viene considerata estranea alla storia del Brasile. Milioni di brasiliani discendono da italiani, portoghesi e da altri popoli europei che portarono con sé lingue, memorie, tecniche, tradizioni e modi di comprendere il mondo. Riconoscere questa eredità significa anche ricordare che il patrimonio religioso dell’antica Roma appartiene alla storia culturale di molti brasiliani.

Una religione che supera i confini del Brasile

Negli ultimi anni, il Piaganismo ha iniziato a superare i confini regionali e nazionali. La tradizione è oggi praticata o conosciuta da persone residenti in differenti regioni del Brasile, mentre la Vila Pagã continua a essere il suo principale centro di riferimento, formazione ed esperienza comunitaria.

Il Piaganismo è la prima religione neopagana propriamente brasiliana documentata in un grande catalogo accademico internazionale dedicato alla storia delle religioni: il Database of Religious History — DRH, progetto scientifico sviluppato presso la University of British Columbia, in Canada. L’inserimento nel database non costituisce un riconoscimento giuridico o statale, ma rappresenta una significativa forma di documentazione scientifica e di visibilità internazionale (Database of Religious History, scheda “Piaganism”, ID 2719, religiondatabase.org/browser/2719).

Il DRH è un’enciclopedia digitale internazionale che raccoglie informazioni qualitative e quantitative sulle religioni, sui gruppi religiosi, sui testi e sui luoghi sacri di differenti epoche e regioni del mondo. La presenza del Piaganismo in questo archivio costituisce un passo importante per il riconoscimento culturale e accademico del Paganesimo brasiliano come fenomeno degno di documentazione e ricerca.

A questa documentazione si aggiungono dissertazioni, studi etnografici, articoli scientifici, partecipazioni a congressi e ricerche condotte in università brasiliane. La Vila Pagã e il Piaganismo sono stati studiati nei campi della storia, dell’antropologia, della comunicazione, della religione, del folclore e dell’ecologia spirituale.

Questo interesse accademico non significa che tutte le interpretazioni sulla comunità siano uguali o che il processo di costruzione religiosa sia concluso. Al contrario, dimostra che il Piaganismo è un fenomeno vivo, complesso e in continua trasformazione.

Ritornare agli dèi per ritrovare il futuro

La Vila Pagã è nata da un sogno: creare un luogo nel quale le persone potessero nuovamente parlare degli dèi della terra senza vergogna, celebrare la natura senza considerarla una semplice risorsa e riconoscere negli antenati una presenza capace di orientare il presente.

Quasi due decenni dopo l’inizio di questo percorso, il sogno si è trasformato in templi, libri, riti, opere d’arte, studi, celebrazioni e legami comunitari.

Le difficoltà sono state numerose. Costruire una religione minoritaria in un Paese a maggioranza cristiana significa affrontare incomprensione, pregiudizio, limitazioni economiche e una costante necessità di spiegare la propria esistenza. Tuttavia, ogni nuova celebrazione, ogni persona che visita la Vila e ogni ricerca pubblicata dimostrano che il progetto continua a crescere.

Il Piaganismo non pretende di parlare a nome di tutti i brasiliani, né di sostituire le altre religioni presenti nel Paese. Il suo contributo è un altro: mostrare che anche il Brasile può elaborare una propria tradizione pagana contemporanea, collegata alla terra nella quale è nata e aperta alla pluralità delle sue origini.

In un’epoca segnata dalla crisi ambientale, dalla perdita dei riferimenti comunitari e dalla sensazione di distacco tra l’essere umano e il mondo naturale, la Vila Pagã propone una risposta semplice e al tempo stesso profonda: ritornare alla terra non significa ritornare al passato.

Significa riconoscere le proprie radici per poter costruire il futuro.

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