Paganesimo, Vecchia Stregoneria & Stregoneria Moderna

A cura di Marco Angelo Fasciana e Lucio Apollonio

La Stregoneria, nella sua accezione antropologica, coincide con la pratica magica ed è molto antica, risalirebbe alla Preistoria. Questa pratica magica, nella preistoria, veniva spesso intramezzata  a esperienze di trance e viaggio in altri mondi per contattare Spiriti e Dei: possiamo parlare dunque di sciamanesimo e di primi “Stregoni/Sciamani” che facevano prosperare la comunità, cercavano di rendere fertili le coltivazioni e di avere una cacciagione ricca, in aggiunta a molti altri scopi sociali. Questo substrato sciamanico e magico è rimasto presente           in molti miti e rituali delle religioni pre-cristiane europee, per cui in antichità stregoneria e magia coincidevano.

Successivamente, in epoca cristiana, il termine stregoneria inizia ad assumere   un contesto differente. Infatti attorno al X secolo (906 dell’era volgare) un documento ecclesiastico,  il Canon Episcopi, parla di un gruppo di donne che credono “di andare di notte con Diana, Dea dei pagani”. Queste seguaci eseguivano un viaggio in spirito assieme ad una  Signora della Notte (Domina Nocturna), il cui nome cambiava di località in località, e andavano   in processione di casa in casa, lasciando benedizioni a chi puliva l’abitazione per la visita,  l’ordinava e vi lasciava offerte di cibo. Questo corteo probabilmente era di origine germanico,  e la Divinità che gli ecclesiastici cristiani associano a Diana probabilmente era Holda,   una Dea il cui culto era rimasto nell’area franco-germanica. Questo corteo femminile probabilmente a sua volta derivava dal tema germanico della Caccia Selvaggia di Odino: secondo il mito infatti   le Valchirie al suo seguito avrebbero tratto dal campo di guerra gli spiriti dei morti in battaglia,  gli Einherjar, che nell’arrivo al Valhalla sfilavano sulla Terra come una processione di defunti.  Le Valchirie probabilmente sono state sostituite da Holda, che a sua volta per influenza dei clerici cristiani, è stata sostituita da Diana (affiancata poi da Erodiade), creando così una versione “femminile” del corteo della Caccia Selvaggia originariamente maschile, che pure è rimasto affiancandosi a quello femminile, con a capo Wotan, Hellequin e altre Divinità maschili,  come Cacciatori Selvaggi a capo della Processione dei Morti.

Colei o colui che “andava in spirito” di casa in casa con il corteo femminile della Domina Nocturna venne poi associato a una figura della mitologia classica, quella della Strix, che va in casa  dei bambini per succhiarne il sangue. Da qui il termine Strega smette di essere sinonimo di semplice praticante magico. La Strega diventa dunque colei che va in volo, come la Strix e come i partecipanti umani ai cortei, che spesso come la strega classica si trasformavano in animale   (noi diremmo che la loro anima si manifestava come animale) o andavano al groppo di un animale (un Animale Guida, o Famiglio, esterno o manifestazione apparentemente esterna della propria anima in forma animale). Il corteo via via smette di andare di casa in casa e si stabilizza in un luogo ben preciso: diventa il Gioco della Buona Società (ovvero dell’insieme delle streghe) o Sabba.  La Stregoneria dunque non è più, come nel passato, semplicemente una pratica magica,  ma inizia a essere vista come “il culto del Sabba” e per estensione dei cortei ad esso associati. La leggenda dei due cortei e della Caccia Selvaggia, assieme ad altri temi importanti come  le Battaglie in Spirito, la Resurrezione delle Ossa, e l’Altro Mondo (associato al Paese delle Fate,  a un mondo di mezzo tra Paradiso e Inferno e al Paradiso Terrestre – più sensuale e sensoriale, opposto al Paradiso Celeste) iniziò a circolare, partendo dall’area franco-germanica iniziale, per diffondersi poi in tutta Europa tramite sia il passaparola che gli stessi sermoni dei sacerdoti cristiani contro queste credenze, che senza volerlo espansero la loro estensione ben oltre l’area iniziale. Nel loro predicare, i sacerdoti parlavano di un culto di Diana e di Erodiade,                    come scritto nel Canon Episcopi e dagli autori ecclesiastici immediatamente successivi.

Questo fece sì che spesso anche nella loro interiorizzazione in ambito popolare della leggenda ritroviamo le streghe associate a Diana e ad Erodiade, ma molto più spesso questi temi vennero  a mescolarsi con rimanenze pagane pre-esistenti, Divinità che con il diffondersi di questa leggenda divennero a capo del Sabba, del Corteo delle Streghe/Fate, della Caccia Selvaggia  o del Regno delle Fate. Sebbene non esistesse ancora l’Italia, quindi, è consuetudine parlare di “Stregheria Italiana” per riferirsi a tutte le varianti di questa leggenda che, essendo presenti   nella penisola, si sono originate da questo incontro tra leggenda germanica e rimanenze dei culti precristiani locali. Queste sopravvivenze dei culti pagani potevano includere, nella nostra penisola, Dei (poi considerati Spiriti) derivanti dai pantheon precedenti, ma anche nuovi nomi di Spiriti   che forse mai sono stati venerati in precedenza dai popoli precristiani. Le varianti presenti   nella nostra penisola della Stregoneria non sono dunque derivazioni dirette della religione etrusca, romana, greca o altro, quanto più un nuovo culto, che trae in parte elementi precedenti  ma li rielabora in maniera unica per creare un nuovo pantheon e quindi un nuovo culto. Nel 1899 un antropologo americano, Charles G. Leland, viene a contatto con una di queste  varianti, precisamente con quella della regione della Romagna Toscana, un’area che include parti di quelle che poi oggi saranno due regioni distinte.

Egli dà a questo culto, incentrato su Diana, Apollo chiamato con il nome di Lucifero o Splendor ed Erodiade chiamata Aradia,  il nome di Vecchia Religione, pensando erroneamente che fosse una continuazione ininterrotta dai tempi degli etruschi e dei romani.

Così come avvenuto in Italia, anche in Gran Bretagna  vi era una variante locale della Stregoneria, incentrata sul culto della Regina di Elphame  (il Regno delle Fate) e sul Re, che spesso era assimilato al Diavolo.

Questa assimilazione portò alcuni studiosi, prima tra tutti l’antropologa Margaret Murray, a pensare che la Stregoneria fosse semplicemente il culto di un Dio Cornuto preistorico, a suo dire rimasto e sopravvissuto al paganesimo precristiano e restato intatto fino alla caccia alle streghe.

Traendo spunto dai processi scozzesi (principalmente quello di Isobel Gowdie, che andava con la Regina delle Fate e il Diavolo, cioè il Re di Elphame, che la Murray invece associava erroneamente al suo Dio Cornuto), formulò l’esistenza di una religione pan-Europea del Dio Cornuto mai esistita. Inoltre credette che l’adesione alla Stregoneria avvenisse per iniziazione,  ed essendo a suo dire un culto così esteso, formulò l’esistenza di una contro-società segreta simile alla Chiesa ma pagana. Ovviamente non ve ne è mai stata traccia, e il suo lavoro venne screditato. Oggi sappiamo infatti che le leggende stregonesche si diffusero per il passaparola e che non esisteva una vera contro-società segreta di streghe, ma semplicemente alcuni individui, spesso dopo  aver avuto visioni o sogni in cui partecipavano ai cortei o al sabba, replicavano nella vita reale quanto espresso dalle leggende. Si trattava dunque di un’emulazione e non di una “contro-Chiesa pagana”. A metà del secolo scorso, traendo spunto dal lavoro della Murray, Gerald Gardner  creò un culto ispirato a quelle che erano le conoscenze di allora sulla stregoneria e fondò la Wicca:

una religione neo-pagana fortemente influenzata dagli ordini iniziatici dell’epoca (prima tra tutta Thelema di Crowley) che fonde aspetti presi dai processi scozzesi e interpretati alla luce delle conclusioni della Murray, tecniche magiche e sciamaniche, influenze neo-druidiche e delle filosofie orientali, riferimenti al lavoro di Robert Graves e ispirazione al passato precristiano.

Prima ancora della Wicca, il Druidismo moderno nasce nel 1700 con l’apporto di William Blake associato alla cultura Massonica e Rotariana e al rinato interesse per la storia delle antiche origini   e per l’arte antiquaria inglese. Da sempre infatti i siti megalitici come Stonehenge avevano attratto la curiosità di vari studiosi, ma fu con l’avvento del Romanticismo che tali costruzioni iniziarono  ad interessare direttamente gli storici che cercavano di capirne le origini. Il Neo-Druidismo quindi mira a ricostruire la storia e le pratiche delle radici celtiche e per farlo si riscoprono le fonti storiche del suo collegamento con lo Sciamanesimo. Come scrive Andrea Romanazzi: i Celti, durante le loro migrazioni verso Occidente entrarono sicuramente in contatto con le popolazioni proto-uraliche assorbendone i sostrati magico-religiosi di stampo sciamanico.

Evidenze sciamaniche riaffiorano nelle saghe irlandesi di Cu Chullinn, nei racconti gallesi del Mabinogion, fino ai più recenti romanzi di Chretien de Troyes. Non mancano poi i riferimenti ai “mondi” che comporrebbero l’Universo del Druido-Sciamano, presenti nel folklore celtico. Il Druido dunque è uno Sciamano,  come afferma anche Patricia Monaghan in “The Encyclopedia of Celtic Mythology and Folklore”, nella sua funzione di intermediario con il mondo magico, ma se queste capacità sono proprie  a Streghe e Stregoni sono anch’essi Sciamani.

Se dovessimo riassumere, le caratteristiche principali dello Sciamano sono:

-Capacità di viaggiare nell’Oltremondo o in Altri Mondi

-Conoscenza delle danze rituali e di mimesi naturale

-Conoscenza delle Erbe e delle loro proprietà

-Essere maestro di animali selvatici e delle iniziazioni

-Funzioni di psicopompo.

Queste rimangono ancora oggi le funzioni  attribuite al Neo-Druido. Se dunque la figura del Druido,  come del Bardo e dell’Ovate, sembra avere molti punti di contatto con quella dello Sciamano, almeno sulle sue mansioni, si conferma dunque l’esistenza di uno Sciamanesimo celtico.  Come sappiamo, anche nella Stregoneria troviamo componenti sciamaniche quali ad esempio il “volo in spirito” o la trance, e testimonianze parlano di come nelle varie tradizioni gli Incantatori venivano descritti come conoscitori delle erbe o detentori di un forte rapporto con gli Spiriti. Dunque si può confermare che anche la Stregoneria, come il Druidismo, sia una forma di Sciamanesimo. Sembra esserci molta confusione nella nostra società per quanto riguarda la figura dei Pagani. C’è una convinzione errata che tutti i pagani seguano una specifica corrente, ma non è così. Il termine Paganesimo comprende molte religioni differenti fra loro (infatti molte religioni non basate sul cristianesimo sono considerate pagane). I Pagani sono solitamente seguaci di religioni che sono state influenzate da religioni basate sulla natura. Attenzione quindi  a ricordarci che con il termine singolo “Paganesimo” intendiamo delle religioni, non una religione.  Questo perché ci sono davvero tante religioni diverse che rientrano in questo gruppo. Vuol dire che puoi essere Wiccan, Stregone/Strega Tradizionale (la ripresa ai giorni nostri della Stregoneria Medievale e della Prima Età Moderna viene infatti chiamata “Stregoneria Tradizionale”),  un Druido, uno Sciamano o un mix di tutti quanti e altro ancora. Alcune persone considerano pagane solo le religioni europee basate sulla Natura, altri invece includono anche le religioni africane e del lontano Est, come Buddismo, Induismo, Shinto, Religione Popolare Cinese, Sciamanesimo Coreano e Mongolo, come anche la religioni dei Nativi Americani.

Una persona che si considera pagana, solitamente è politeista. Essere politeisti significa credere in più di una divinità, che sia maschile o femminile. Il Pantheon è un gruppo di Dei (maschili e femminili) che corrispondo ad un determinato Paese, come quello Romano, Greco, Nordico, Celtico, Nativo Americano, eccetera. Vi sono somiglianze e differenze tra le varie forme  di Paganesimo, anche tra quelle che abbiamo visto fino a qui, vale a dire Stregoneria Tradizionale/Stregheria Italiana, Neo-Druidismo e Wicca. Parlando dunque di Paganesimo bisogna tener conto pertanto che molte cose possono variare, ad esempio solitamente i Wiccan credono in un Dio e una Dea; i praticanti della Stregoneria Tradizionale tendono invece a parlare di Spiriti (visto che in epoca cristiana il termine Divinità era molto meno comune, sebbene talvolta appaia, per evitare contrasti con il cristianesimo imperante) e i Neo-Druidi parlano di Dei in senso maggiormente politeistico. Va sottolineato che, sebbene alcune Divinità precristiane siano state demonizzate nel corso della storia (Apollo chiamato Lucifero e il Re di Elphame chiamato  il Diavolo), questa sia stata più una maschera imposta dalla persecuzione e dalla propaganda cristiana che una vera adorazione del male. Perciò, sebbene esistano forme molto rispettabili                  di Satanismo (pensiamo ad esempio all’interpretazione gnostica di Satana che libera Adamo ed Eva dall’ignoranza in cui li teneva il Dio cristiano, visto come un demiurgo malvagio), Paganesimo e Satanismo restano due percorsi, sebbene entrambi rispettabili, distinti e differenti. Pratiche di tipo mistico affini a quelle oggigiorno celebrate nel moderno Paganesimo sono tipiche nelle cerimonie religiose del Vudù, religione afroamericana dai caratteri sincretici e fortemente esoterici, tuttora praticate nei Caraibi e presso africani immigrati in varie parti del mondo, Europa compresa,  oltreché in varie zone dell’Africa centro-occidentale; ma anche dell’Induismo, che condivide con buona parte delle religioni europee un’origine comune, essendo entrambi culti Indoeuropei.

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